Skamarcio, i nuovi eroi del “levare” pinerolese

Negli anni del nostro oscuramento mediatico – largo circa, tra il 2006 e il 2018 – gli Skamarcio sono stati sicuramente tra le formazioni locali con il più ampio successo di pubblico. Successo che ancora oggi, dopo circa otto anni di attività, sanno replicare con la medesima freschezza degli esordi. Certo, possiedono una claque importante e numerosa, che li segue ovunque e che contribuisce a creare capannelli sempre in movimento, sui quali aleggia perenne un entusiasmo contagioso. Ma va detto che la band villarese è in costante crescita anche e soprattutto da un punto di vista tecnico. Negli anni, gli Skamarcio sono diventati un collettivo che sa tenere il palco come pochi altri e senza sbavature di sorta. Si potrebbe obiettare che la scelta di genere, tra il rocksteady e lo ska, toccando tutte le sfumature permesse dall’intero spettro dei bpm, purché le pulsioni siano in levare, qui a Pinerolo e dintorni appare sempre un po’ scontata per quel suo essere quasi un marchio di fabbrica, a tratti anche piuttosto stucchevole. Ma va detto che la strada intrapresa, sia che la si guardi dal punto di vista delle composizioni inedite, sia da quello delle reinterpretazioni, appare in realtà densa di personalità. Le canzoni originali riassumono in sé un certo approccio ironico e autoironico, molto leggero, che allontana la band da connotazioni politiche o sociali, cui spesso il reggae ci ha abituati. Non è necessariamente un pregio, ma sicuramente è un dato che esalta la coerenza della band. Anche la scelta delle cover segue infatti le medesime logiche, quelle di una formazione che fin dal nome sembra voler sottolineare un personale modo di stare nell’universo di appartenenza, con la capacità evidente di fare le cose molto bene, curando i dettagli e non lasciando niente al caso, senza però mai prendersi troppo sul serio. Per fare musica nel nuovo millennio c’è bisogno di affermare un’identità forte e precisa, e gli Skamarcio in tal senso hanno trovato l’equilibrio perfetto.

Gli Skamarcio nascono nel 2011 a Villar Perosa e fin da allora hanno mantenuto sostanzialmente la medesima formazione. Fanno eccezione alcuni ospiti estemporanei e il recente avvicendamento al basso, quando Mauro Bonomo ha ceduto il suo posto ad Alessio Lerda, già sassofonista della prima ora e che ancora oggi esegue alcuni brani al tenore. Per il resto, a partire dal front-man Francesco Valletti (voce e chitarra), fino a tutti gli altri – Ettore Scarrico (tromba e cori), Umberto Baruzzo (tastiere) e Andrea Caccavone (batteria) – sono gli stessi che, giovanissimi, iniziarono l’avventura circa otto anni fa. Hanno all’attivo due album autoprodotti, “Torpedone” (2013) e “Niente di particolare” (2016), più un singolo uscito a fine 2018 dal titolo evocativo “Keanu Reeves”.

Nei dischi come dal vivo, alternano canzoni originali a cover, componendo scalette sempre molto eterogenee, nelle quali scandagliano con estrema oculatezza il repertorio pop degli ultimi anni. In parte, omaggiando nomi vecchi e nuovi dei tempi in levare (dai Madness a The Cat Empire, passando per Mr. T-Bone), in parte, piegando al proprio suono, hit di artisti stilisticamente più lontani (Jovanotti, Ricky Martin, Gorillaz, Amy MacDonald, Mumford & Sons, e altre superstar). Un’operazione creativa che ricorda quanto fecero i Fratelli di Soledad, venticinque anni fa, con “Salviamo il salvabile”, nella rivisitazione ska di perle più o meno dimenticate della musica italiana. Capacità di scegliere i pezzi giusti, dunque, e perizia nel confezionare loro abiti nuovi, cuciti su misura perché si adattino all’impianto complessivo del repertorio. È questo che definisce il carattere degli Skamarcio e che li rende degni di attenzione. Pur rimanendo all’interno di forme musicali inflazionate, infatti, riescono a distinguersi dal ‘mare magnum’ di cover e party band, il cui difetto peggiore è molto spesso quello di farsi il verso a vicenda, finendo per diventare gruppi tributo a se stessi.

In occasione della Rassegna dell’Artigianato di Pinerolo, da più di quarant’anni appuntamento fisso di inizio settembre per il nostro territorio, gli Skamarcio sono stati protagonisti di un bel live di fronte al Bar del Centro. Ne abbiamo colto alcuni frammenti, significativi del clima di festa che le loro esibizioni riescono a creare sempre e in ogni situazione.

Buon ascolto.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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