TUMBLEWEED – The Rambling Postcards

The Rambling Postcards è il nome del progetto del chitarrista Rossano Zinico, conosciuto soprattutto per essere stato nel primo nucleo dei Disco Inferno e, una quindicina di anni fa, nella Fabio Balmas Band. In realtà, l’esperienza professionale principale di Zinico è quella della gestione di grandi eventi, manifestazioni di rilevanza mondiale, dall’Expo alle Olimpiadi, per le quali ha rivestito ruoli di responsabile tecnico e stage manager. In questi anni non ha perso il contatto con la musica suonata, ma certamente una forma mentis di tipo organizzativo sembra essere alla base delle “cartoline vaganti” che nascono soprattutto con l’obiettivo di realizzare brani per la sonorizzazione delle immagini. I Postcards, e tutte le diverse modalità creative in cui sono coinvolti, abbracciano infatti molteplici universi espressivi e la loro collocazione viene traslata al di fuori dei circuiti tradizionali della musica live per avvicinarli a situazioni a più ampio spettro artistico. Si veda ad esempio la rassegna “Sagrati animati” del 2017, durante la quale accompagnarono dal vivo alcune proiezioni di fotografie e performance di artisti visuali, nello scenario della chiesa di Sant’Agostino di Pinerolo. Nel 2018, come prosecuzione naturale degli intenti creativi originari – il nome stesso del gruppo richiama l’idea di un legame indissolubile tra note e immagini quale spirito seminale della band – esce “Tumbleweed”, mini album contenente cinque tracce strumentali che, per poterne apprezzare appieno le qualità evocative, gli stessi autori consigliano di ascoltare congiuntamente ai contenuti visivi di una serie di video realizzati ad hoc.

L’EP è un album acustico, ammantato da un mood intimista, in cui le chitarre di Zinico e Paolo Bianciotto, accompagnate dal basso di Andrea Fabbris e dai leggeri interventi percussivi di Luca Storero, rimandano in lontananza a certe atmosfere folk americane da musica on the road, senza però averne la pretesa vista l’assenza del cantato e dei relativi legami con tematiche di frontiera. È evidente che l’opera dei The Rambling Postcards si completa definitivamente solo con il suo collegamento all’immagine, nei confronti della quale si defila e sceglie di rinunciare a inutili protagonismi. L’unica traccia che appare più autonoma rispetto al suo ruolo funzionale, è la splendida “In the garden” nella quale compare anche il prestigioso sax di Andrea Ayassot. La sua presenza, oltre a smuovere la trama timbrica di tutto l’album, imprime una certa atmosfera ECM che rende la composizione completamente indipendente e perfettamente collocabile anche al di fuori dell’universo sincretico per cui è nata. Non è un caso che la band stia attualmente lavorando su una versione cantata di “In the garden” che vedrà la partecipazione di un ospite d’eccezione, Bunna degli Africa Unite, in qualità di voce solista.

In “Tumbleweed” troviamo dunque cinque brani, tre inediti e due nuove versioni di vecchie composizioni – tutte scritte da Zinico – promosse da altrettanti videoclip in cui Luca Storero, che da visual artist opera con lo pseudonimo di Off, smessi i panni del batterista esegue disegni in digitale guidato dalle suggestioni provocate dalla musica. Si tratta di filmati, alcuni più didascalici rispetto ai titoli, alcuni sviluppati più liberamente, in cui ci viene mostrata la progressione creativa che dal nulla di uno schermo vuoto porta alla realizzazione finale di una “cartolina” simbolica. Nell’immaginario dei The Rambling Postcards, dunque, l’aspetto visivo inteso quale risultato di una particolare e contemporanea forma di arte figurativa, acquisisce un peso paritetico rispetto alla componente musicale, trasformando il progetto di Zinico e soci in un complesso coacervo di pulsioni creative.

Per avvicinarvi alla musica dei The Rambling Postcards, vi proponiamo il video di “In the garden” consigliandovi però la visione completa di tutti i filmati collegati a “Tumbleweed”, disponibili sul canale YouTube della band. Vi segnaliamo inoltre che è possibile ascoltare sulle principali piattaforme di streaming musicale anche l’album “Live in Usseaux”, registrato in presa diretta nel 2016 nello splendido borgo della Val Chisone.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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