Marco Robino: poliglotta d’espressione

Torna la nostra rubrica riguardante i musicisti “Pinerolesi nel Mondo” con un secondo appuntamento d’eccezione. Ospite questa settimana, protagonista del nostro format flash/challenge è Marco Robino. Nato a Torino nel 1964 è diplomato in violoncello perfezionandosi con il M. Adriano Vendramelli. Musicista, compositore, insegnante, ha fatto della duttilità e della capacità di collegare diverse forme di espressione alla musica, un suo personalissimo cavallo di battaglia. Lo abbiamo sentito in modo particolare in merito a quella che si può definire una sua creazione. Il progetto “Architorti” che dal 1994, anno della sua creazione, non conosce soluzione nell’innovazione.

Marco buongiorno, il progetto Architorti nasce come quintetto d’archi che si esibisce in forma di concerto spaziando su vari generi musicali. Nel tempo evolve divenendo un progetto duttilissimo capace di interagire ed integrare diversi linguaggi di espressione. Puoi stuzzicarci raccontandoci un po’ di questo viaggio?

“Il tutto nasce e si sviluppa con la rivelazione di un talento che non sapevo di avere. Oggi a distanza di 25 anni e dopo tutto quello che si è raccolto di seminato lo posso dire: il segreto del successo di questo progetto sta nelle trascrizioni. Senza di esse non si sarebbe potuto fare niente, per il semplice motivo che non esiste repertorio per questa formazione erroneamente definita classica. La trascrizione è prendere un brano scritto ed eseguito per formazioni delle più disparate e adattarlo affinché sia eseguibile per quintetto d’archi”.

Come hai incontrato Greenaway e come è nata la collaborazione?

“Nel 2004 girava un film a Racconigi, aveva bisogno di un ensemble d’archi e tramite amici sono arrivati al nostro nome. Il quel frangente ebbi l’occasione di fargli ascoltare un brano di Händel rielaborato da me, gli piacque, lo utilizzo per quel film e da allora abbiamo cominciato la nostra collaborazione”.

Fare musica e fare musica per film o immagini… esistono sicuramente delle diversità, eventuali svariate complessità. Quali sono i diversi obiettivi nell’affrontare queste diverse forme di espressione dello strumento “musica”?

“Io non scrivo musica libera da ogni committenza. Quello che scrivo di originale lo faccio per Greenaway, il quale mi lascia piena libertà espressiva, sapendo che strutturo i pezzi perchè possano essere da guida al montaggio, oltre che essere emozionalmente belli. Lui nasce come montatore per la BBC negli anni ’60, è un maestro del tempo, del ritmo e della fluidità dell’azione. Meglio di chiunque altro può capire il valore di una musica che sia da supporto al racconto per immagini e non da ostacolo”.

Collaborare con uno dei più importanti cineasti britannici ed allo stesso tempo “collaborare” con i bambini delle scuole delle tue zone… orizzonti completamente diversi. Tra le mille sfaccettature nell’avere a che fare con i bambini di oggi, a livello sociale così difficili da attirare, come ne colpite da anni l’attenzione e quali risposte riuscite ad ottenere da loro?

“Non ci siamo mai posti la domanda di come colpire l’attenzione dei bambini, poiché il problema non si è mai presentato. I nostri sono laboratori dove si canta, si ascolta bella musica, si provano gli strumenti. Non c’è il tempo di annoiarsi. Importante è che il prodotto proposto sia di qualità, sia nei contenuti che nelle forme, e che il bambino sia trattato con dignità, facendolo sentire responsabile delle sue azioni”.

Anche per te il challenge: chi nomini come prossimo intervistato da Groovin’? Noi andremo a recuperarlo anche per te.

“Marco Gentile?”

Puoi regalare agli amici di Groovin’ un video o un audio in esclusiva da pubblicare?

“Il brano “Walking with Francesca” è un “walking sound”, un brano per immagine. È la camminata di Brancusi attraverso l’Europa del 1906 per arrivare a Parigi. Potrebbe essere uno dei brani dell’ultimo film di Greenaway”. Mentre “Francesca perché l’ho dedicato a mia moglie che si chiama Francesca”.

La regola fondamentale del giornalismo è che una prova non fa la notizia, ma due ne danno la certezza. Il mondo musicale pinerolese vuole saperne di più sull’attività di “Benz” Gentile. Noi di Groovin non siamo da meno. Benz ha già ricevuto le nostre domande flash. Appena possibile con piacere potremmo pubblicare le sue risposte, sicuramente interessanti e mai banali, come lui. 

Infine ci concediamo, ma soprattutto grazie a Marco Robino vi regaliamo, questo “cioccolatino” musicale, anche se in fase di fioretto quaresimale.

“Walking with Francesca”. All’ascolto di botto a me ha dato scatti di ambientazioni rurali… campi di grano, Italia anni ‘50 del meridione…biciclette con vernice scrostata… una ragazza con capelli biondi ricci e gonna lunga che pedala… ma non chiedetemi perché. Forse la moglie di Marco è riccia?

Vabbé, godiamoci questa piccola dolce trasgressione. Ma tranquilli su Groovin’ si può! Buon ascolto!

Nico.

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