Dal Corelli a Budapest: intervista a Claudio Morbo

A Budapest vive e lavora una delle più importanti personalità musicali tra quelle che vantano origini legate al territorio pinerolese. Stiamo parlando del Prof. Claudio Morbo, compositore e Direttore d’Orchestra tra i più quotati a livello europeo, che dalle nostre parti ben conosciamo per essere stato trentatré anni nel corpo docente dell’Istituto Corelli – come insegnante di Storia della Musica, Armonia e Contrappunto, e Composizione nonché Esercitazioni Orchestrali – e per esserne stato al vertice per più di un decennio. Dopo aver studiato Composizione e Direzione d’Orchestra a Torino, Milano, Roma e Vienna, si trasferisce in Ungheria nel 1990 per seguire il suo insegnante di cui diventa assistente a Szeged. Lavora sia nel campo della musica sinfonica che nell’Opera ma è in quest’ultima che si specializza, tenendo anche masterclass in tutta Europa, soprattutto in Svezia e Ungheria. Questi sono solo alcuni dei momenti salienti del ricco curriculum di Claudio Morbo, ma bastano per farci capire l’importanza della sua figura all’interno del panorama musicale classico europeo. Abbiamo avuto l’onore di avere la disponibilità di un po’ del suo tempo per una chiacchierata su passato, presente e futuro della sua attività.

I suoi legami professionali con Pinerolo e il suo circondario sono strettamente congiunti con l’Istituto Corelli di cui lei è stato Direttore fino al 2017. Poi le vostre strade si sono bruscamente separate e da queste parti sono ancora in molti a rimpiangerla. Ci racconta come sono andate le cose?

Purtroppo è la solita vecchia storia, all’italiana. È successo che sono stato costretto a lasciare la mia città e l’Italia per far posto al super raccomandato di turno. Ma io sono positivo e guardo solo al futuro. Il passato non mi interessa. Ho un unico cruccio. Quando, i due direttori che mi precedettero lasciarono l’incarico (loro volontariamente) io stesso organizzai due grandi feste per salutarli, con concerto dei ragazzi della scuola, regalo e tanto affetto da parte di tutti. Per me, sindaco ed assessori del comune di Pinerolo non hanno avuto il coraggio di spendere pubblicamente una sola parola di ringraziamento, dopo 33 anni di insegnamento e 12 di direzione artistica.  


Qui a Pinerolo ci vantiamo sempre di essere un’area che, nella musica, produce talenti e creatività in serie. Per lei, che qui la musica l’ha vissuta ai massimi livelli, quali pensa siano i pregi e i difetti della nostra scena musicale?

Pinerolo è stata una fucina di talenti straordinari. Da Massimiliano Genot ad Andrea Allione, Francesca Lanza, Fabrizio Bosso, Valter Carignano  e cento altri a cui non voglio far torto non citandoli. Tutti scappati da una terra ingrata che non sa valorizzare i talenti.  

In questo momento lei vive e lavora a Budapest. Che cosa l’ha portata proprio da quelle parti?

Io ho studiato in Ungheria, con il famoso direttore ungherese Erwin Acel, di cui sono poi diventato assistente. Qui ho fortissimi legami di amicizia ma anche di cultura e di affinità artistica.

Sempre rimanendo nell’ambito professionale, e quindi musicale, cos’ha trovato all’estero che non c’è in Italia e che cosa le manca dell’Italia perché all’estero non lo trova?

Vent anni fa l’Italia poteva offrire tutto, dal punto di vista artistico. Ma ora le cose sono cambiate. Il panorama politico sconfortante ha abbassato al minimo i valori dell’offerta culturale. La musica e l’arte sono solo trampolini di propaganda elettorale, strumentalizzati dalle forze politiche. Una situazione triste e sconfortante che non invoglia a ritornare.

Su quali progetti sta lavorando al momento?

Negli ultimi mesi ho lavorato con una fantastica orchestra ungherese, la MAV Symphony Orchestra, con cui ho fatto un concerto il mese scorso ed ho inciso un CD di arie d’opera, con il più famoso cantante ungherese, il baritono Levente Molnár. Nei prossimi mesi sono previsti una serie di concerti in Ungheria e all’estero per promuovere il CD appunto. Ad aprile sarò a Stoccolma per dirigere lo Stabat Mater di Rossini.

Da artista cosmopolita di grande sensibilità, ci dà la sua interpretazione di quanto sta succedendo in Europa in questi ultimi anni?

Lavorando spesso all’estero, mi sono reso conto di quanta attenzione ci sia, da parte di artisti stranieri, verso il nostro repertorio, soprattutto operistico. I pubblici impazziscono letteralmente per la musica di Verdi e Puccini, di Respighi e Giordano. Un mese fa ho diretto un concerto a Budapest con musiche del 900 storico italiano. Il pubblico era estasiato di fronte alla bellezza di questi brani, soprattutto del Concerto in la min. di Ottorino Respighi, che è stato applauditissimo. Pensare che in Italia questo repertorio e questi autori vengono appena sfiorati è sconfortante e fa riflettere. 

Ringraziamo il Prof. Morbo per averci dedicato il suo tempo. Potete ascoltare il CD di Levente Molnár sulle principali piattaforme di streaming musicale (ad esempio su Spotify). In chiusura pubblichiamo alcune immagini che gentilmente Claudio ci ha concesso. Ma vogliamo anche condividere uno dei tanti video di YouTube che lo ritraggono in una performance dal vivo. Ribadiamo l’invito a venirci a trovare quando si troverà a passare dalle nostre parti, sarà un onore per noi eventualmente averlo di nuovo ospite di Groovin’.

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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