Ricordare un futuro, la storia degli Affittasi Cantina

Affittasi Cantina nacquero alla fine del 1989 manifestando sin dal nome la necessità di avere spazi sociali per esprimersi, per i giovani, i teatranti, i suonatori e tutte le persone con qualcosa di vitale da dire. Chiaramente orientati a sinistra e ispirati alla filosofia libertaria, si inserirono in maniera del tutto naturale nel filone della musica politicizzata, legata ai concetti di autoproduzione e autodistribuzione, che comprendeva gruppi storici quali Barboncini, Mahknovcina, Cracsi Acidi, Affittasi Cantina medesimi e, in seguito Fichissimi, Delinkuere e altre band ancora.


Il loro primo nucleo comprendeva Alberto Bassani alla voce, Andrea Serafino e Luca Barbero alle chitarre, Andrea “Testa” Fabbris al basso. La parte della batteria era svolta, con i limiti che ciò comportava, da una drum machine della Roland, identica a quella adottata dai primi CCCP-Fedeli alla linea, molto in voga all’epoca ma chiaramente non adatta a sostituire un batterista in carne ed ossa. Con questa formazione embrionale, i quattro pinerolesi registrarono un nastro comprendente un paio di canzoni, a Barge, presso lo studio dei fratelli Gambedotti. Questa incisione, non curatissima, è stata portata in formato digitale da qualche anno e costituisce una valida testimonianza della tappa irrinunciabile dei gruppi di allora : la cassetta demo. Con questa formazione, la band comparì sulle pagine del magazine locale ” L’Eco mese” per una concisa intervista in cui Alberto descriveva il progetto e le sue intenzioni espressive. Sempre con questa line-up, il gruppo si esibì in alcune birrerie del circuito locale denotando fin dall’inizio una certa disinvoltura nel “tenere” il palco. Le cose iniziarono a farsi più serie nel 1993 quando l’allora neonata Rifondazione Comunista invitò gli Affittasi ad esibirsi al palasport di Parco Ruffini a Torino in occasione di una kermesse di gruppie solisti (tra i quali Francesco Baccini e gli Statuto) per la celebrazione del 25 aprile. Proprio in quel periodo, il gruppo stava vivendo una profonda trasformazione musicale e politica che portò sul palco del palasport quella che si può definire la formazione “storica” che comprendeva Alberto Bassani alla voce, Guido Rossetti al basso e alle seconde voci, Andrea Serafino alla chitarra solista, Luca Barbero alla chitarra ritmica e Claudio Meirone alla batteria. Una situazione così bella venne in parte rovinata dal furto della Y10 di Alberto, rubata nel parcheggio di parco Ruffini, ma innegabilmente i cinque pinerolesi uscirono galvanizzati da quella serata così importante.

Dopo queso roboante esordio, iniziò un biennio in cui gli Affittasi si esibirono frequentemente nel circuito dei centri sociali di ispirazione comunista e delle case occupate anarchiche. Nel novembre del 1993, nel pieno del quartiere “Vallette”, all’Isabella occupata, presero parte a un’altra piccola kermesse in cui ebbero modo di dividere il palco, tra gli altri, con i “mitici” combat-rockers torinesi Mirafiori Kidz, una sorta di istituzione musicale nel panorama antagonista di quel periodo e con i ragazzi campani della Salerno posse. Era una struttura occupata da poco, priva di vetri e dell’impianto di riscaldamento. Come era consuetudine in molti posti occupati, l’energia era fornita da un generatore e ogni sorta di comfort era comprensibilmente interdetta ma la voglia di divertirsi e cantare le proprie canzoni era più forte del freddo e delle condizioni approssimative del palco. Anche il “CSA Murazzi”, il “Gabrio” (che i nostri “inaugurararono” nel 94 insieme ai torinesi Figli di Guttuso ), la mitologica “Lega dei Furiosi” ai Murazzi del Po erano altri luoghi “tradizionali” dell’antagonismo torinese in cui spesso i gruppi pinerolesi di maggiore spessore trovavano voce. Frequentemente nello stesso periodo, a volte nella stessa serata, poteva capitare di trovare Affittasi Cantina, Cracsi Acd, Barboncini o altri ad eseguire le loro canzoni.

In quel periodo i cosiddetti “gruppi di base”, altra definizione vintage, avevano un’altra grossa chance di “diffondere il loro verbo” ; i festival. Gli Affittasi Cantina suonarono al “Serate in piazza” di Pinerolo con Scopito Coast e Blue Elmer’s, ad uno dei primi festival per radio Black-out, al parco delle cave di Piossasco nel giugno 93, alla fontana ferruginosa di San Secondo in un piovoso 10 luglio in cui momenti di punk-rock sfrenato si alternavano ai raffinati virtuosismi del giro dei jazzisti pinerolesi con i quali ci si tollerava senza problemi di coesistenza nonostante l’appartenenza a bacini espressivi radicalmente differenti. Vanno ricordate altre situazioni simili quali, ad esempio il Nonepalooza del 94, il festival pinerolese per antonomasia: “l’Autogestito di corso Piave” e poi quello che tutti noi portiamo nel cuore ma anche nel fegato e nei polmoni ossia “Salza music”, un meraviglioso, inimitabile e frequentatissimo meeting di ragazzi amanti della buona musica, della birra, dell’hashish e dello stare insieme. Raccontare ciò che era Salza music in quel tempo, richiederebbe un capitolo a parte. Chissà che un giorno qualcuno non decida di descriverlo ad imperitura memoria… Gli Affittasi ebbero la grande fortuna di prendervi parte due volte, nel 93 e nel 95, suonando sempre il sabato sera da mezzanotte all’una.

In quel tempo, così lontano culturalmente dall’attuale, un altro modo possibile di suonare in ambienti friendly era certamente rappresentato dai circoli Arci come lo storico “Da Giau”di Torino sud o dai pub music-oriented come il gettonatissimo “4 assi” di None, gestito dal simpaticissimo “Gianni il metallaro”. A livello locale contribuirono, suonandoci in diverse occasioni, all’avventura del neonato “Stranamore”, circolo culturale attivissimo dal 1994 e attentissimo alla “scena” punk-rock locale. Va anche ricordato che durante gli anni ’80 e nei primi anni ’90, il “Festival dell’unità” era ancora un happening sentito dai giovani politicizzati amanti del rock e anche quello fu un palco che Affittasi Cantina calcarono alcune volte.

Nel frattempo alla chitarra solista era arrivato il valido Umberto Cerutti, già nei Mahknovcina ed in seguito componente dei Wah Companion di Ruggero Catania. Non era solo un valido chitarrista ma anche un ottimo fonico che curò tutta la parte tecnica della registrazione di “Liberi tutti”, avvenuta nello studio degli Africa Unite, all’epoca ubicato in piazza Banfi. “Liberi tutti” uscì come miniLp in formato 45 giri all’inizio dell’autunno del 1995. Come nei migliori psicodrammi d’autore, la band ebbe la sventurata idea di sciogliersi immediatamente dopo la pubblicazione del disco in questione e di non riuscire, in seguito, a ricreare l’atmosfera magica degli esordi. Lo scioglimento fu dettato dalle classiche “divergenze artistiche” ma anche da sensibilità politiche diverse che iniziarono a farsi strada all’interno dalla band. Ci furono dei tentativi di ricomporre il gruppo ma nessuno di questi portò la vitalità che sarebbe stata necessaria. Alberto, per alcuni anni andò a vivere e a lavorare a Milano, Guido si immerse nei “Delinkuere”, Claudio iniziò a suonare cover mentre Umberto proseguì nel mettere a frutto il suo talento di chitarrista e di tecnico del suono in altre situazioni. Luca, invece, appese la chitarra al chiodo. Fu una fine abbastanza veloce e inaspettata che colse un po’ tutti di sorpresa ma soprattutto fu un taglio così netto da non poter essere ricomposto. Dal 2016 il gruppo si è riformato assumendo la denominazione di ”Affittasi Cantina – rotten rock band”, ma questa è un’altra storia di cui avete già letto, proprio in questo spazio.

Alla prossima…

Guido

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