“Shake Your Body”, nuovo singolo per The Rambling Postcards

“Shake Your Body” è un imperativo che in prima istanza rinvia quasi inequivocabilmente all’immaginario dance e alla sua tendenza a rinnovare, anche nei testi, l’invito già contenuto implicitamente nelle sue pulsioni ritmiche. Inoltre, fin dagli anni Cinquanta, i riferimenti alla corporeità hanno spesso celato sottintesi di natura sessuale, usati talvolta come esortazione a liberarsi dai freni imposti dal pensiero dominante e ad abbandonarsi agli istinti primordiali proprio attraverso le energie sprigionate dal ballo. Ma la delicatezza dei The Rambling Postcards sembra volerci allontanare da questa interpretazione e riportarci a un’idea di ballo come a un momento più romantico che carnale. La danza sotto la luna cui danno vita i protagonisti ha un che di sognante, ha il lieve e dolce profumo della riconciliazione. D’altronde la band di Rossano Zinico, Andrea Fabbris (Testa), Paolo Bianciotto e Luca Storero (OFF) è generalmente dedita alla realizzazione di ballate acustiche, dalle atmosfere rarefatte e oniriche, tendenzialmente strumentali, decisamente lontane dall’ardore rivoluzionario connotato dal rock ‘n’ roll e, più in generale, da tutte le correnti della black music. Eppure, in questo nuovo lavoro, come vedremo, i riferimenti al ballo e alla musica degli anni Cinquanta non sono pochi.

Va fatta una premessa, la medesima già anteposta alle nostre riflessioni anche in altre occasioni: la musica dei The Rambling Postcards non può fare a meno delle immagini che la accompagnano. Che siano dei videoclip, o delle proiezioni live, la parte visiva costituisce elemento fondamentale di tutto il progetto. Il nuovo singolo, uscito alcune settimane fa, ribadisce questa missione e lo fa con la consueta originalità. Il filmato realizzato da Luca Storero ricalca sostanzialmente lo stile che conosciamo, con l’animazione digitale che in questo caso si arricchisce di alcune riprese dal vero. La visionarietà dell’artista è uno degli imprescindibili elementi dell’arte dei Rambling Postcards, a cui fornisce una connotazione completamente aliena dall’omologazione contemporanea grazie a una logica creativa del tutto originale e personale. Ma ciò che si nota maggiormente in “Shake Your Body” è l’allargamento del novero dei riferimenti. Pur rimanendo sostanzialmente all’interno delle atmosfere cui i TRP ci avevano abituati in passato, infatti, la vocalità di Tony Pinci, e degli arrangiamenti corali che lo accompagnano (interpretati da William Cattanea, Antonella Fava e Marina Zampetti), rimandano alle ballate anni Cinquanta di Elvis e al mondo coevo del doo-wop. A creare questa suggestione è certamente il timbro peculiare della voce solista, perfetto per incarnare gli stilemi rockabilly che emergono qua e là, ma anche la stessa storia artistica di Pinci, che già in passato aveva incrociato la NOW, il collettivo-etichetta in capo a Fabbris e alla sua TestaMusic, in un lavoro che alludeva fortemente ai fifties. Il cantante torinese, infatti, oltre a prestare la propria voce per svariati tributi al “Pelvis”, nel 2014 si era cimentato in una cover di “Mohair Sam” di Charlie Rich, musicista country più o meno contemporaneo di Presley. La formazione era una sorta di Rambling Postcards ante litteram, nella quale oltre a Zinico, Fabbris e a tutto il corpus vocale di cui sopra, comparivano anche il pianista Andrea Bozzetto e il batterista Gabriele Petullà. Ponte ideale tra le due esperienze è proprio il comune riferimento a Elvis, non soltanto per l’interpretazione vocale ma anche per il video di “Mohair Sam”, uno stop-motion realizzato da Fabbris, Zinico e Alberto Perlo, nel quale veniva rappresentato, su basi ovviamente ipotetiche vista la riservatezza dell’avvenimento, lo storico incontro tra Elvis e i Beatles del 1965 (che, non a caso, è anche l’anno di pubblicazione del brano originale). Un video notato, tra l’altro, anche da un fan club australiano del Re del Rock che lo diffuse sul proprio sito, incrementandone le visualizzazioni, a oggi vicine a superare le diecimila unità. L’associazione di idee tra le due produzioni è evidente, e ribadisce che per The Rambling Postcards la tradizione rock e folk americana è un modello di riferimento non di secondo piano, ancorché spesso nascosta dietro a un modo di fare musica che sembra volersi collocare in una dimensione senza tempo né spazio.

Il video di “Mohair Sam” interpretato da alcuni musicisti della NOW

“Shake Your Body” esce anche con un lato B, proprio come i vecchi 45 giri e gli Extended Play in forma fisica, nel quale compaiono una versione strumentale del medesimo e l’inedito “Hey”, le cui caratteristiche ricalcano maggiormente quelle del precedente album. Come ulteriore elemento di valore riscontrabile in questi nuovi brani, segnaliamo infine la presenza del sassofonista Andrea Ayassot, diventato ormai ospite fisso dei TRP – suo il “solo” sul precedente “In The Garden” – cui ogni volta conferisce un surplus di eleganza sonora grazie all’impareggiabile gusto di marca jazzistica che solo un musicista del suo calibro – si tratta di una delle ance migliori d’Italia – è in grado di apportare.

I tre brani sono ascoltabili sulle principali piattaforme di streaming ma quando si parla di The Rambling Postcards, il nostro consiglio è sempre quello di gustarsi il prodotto nella forma completa del videoclip – ve lo proponiamo in calce all’articolo – perché, ribadiamo, l’opera è sincretica e come tale va fruita, pena il non completo godimento che ne può scaturire.

Buona visione!

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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