Rock ‘n’ Wolf, in arrivo le semifinali

Ironia della sorte, l’innovativa formula delle eliminatorie prevista dal regolamento del Rock ‘n’ Wolf 2020, finisce per essere perfetta per le restrizioni ancora vigenti in merito agli spettacoli live. La pandemia del Covid 19 rende ancora molto difficile l’organizzazione della musica dal vivo, ma il contest cantalupese, stilato in tempi non sospetti, aveva in programma delle semifinali realizzate tutte in streaming. Per ora quindi, l’emergenza sanitaria non ha costretto gli organizzatori della kermesse a nessun ribaltone particolare, ad eccezione forse di qualche piccolo accorgimento da adottare all’interno del Power Light Studio di Cumiana, dove si esibiranno le band selezionate, in ottemperanza alle disposizioni ancora valide per il contenimento dei contagi. Dal 26 giugno parte dunque l’ultimo turno durante il quale le otto band selezionate dalla giuria tecnica si contenderanno a colpi di like i sei posti disponibili per la serata finale di luglio. Le puntate, di un’ora ciascuna, potranno essere seguite tramite le pagina Facebook di Rock ‘n’ Wolf (https://www.facebook.com/rocknwolfcom/?epa=SEARCH_BOX) a partire dal 26 giugno, con il seguente programma:

26/6 ore 20:30 Roby Salvai Band

27/6 ore 20:30 Madi

28/6 ore 20:30 Black Rail

29/6 ore 20:30 Broken Shoes

30/6 ore 20:30 Overclank

01/7 ore 20:30 Confusion Bagarre

02/7 ore 20:30 Giuda Nicolosi

03/7 ore 20:30 Lo Stato Delle Cose

Di seguito le informazioni sui partecipanti:

ROBY SALVAI BAND

La Roby Salvai Band è un gruppo di musicisti con un background artistico di livello nazionale ed internazionale. Una band di cinque elementi provenienti da esperienze musicali differenti, quasi tutti formatisi agli inizi degli anni 70 con il rock underground e confluiti nel blues e nel jazz negli anni 90. La formazione propone un repertorio di brani propri,tutti scritti dal vocalist e bassista Roby Salvai agli inizi degli anni 80: canzoni nate rock cui son stati cambiati gli abiti, ingentilite dall’esperienza musicale vissuta nei trent’anni successivi. La ritmica quadrata e potente del rock incontra la pulsazione in levare del jazz e gli accenti del blues creando un contrasto, quasi una dissonanza. Che suona in modo nuovo, appunto armonico. Nessun suono campionato, solo strumenti reali: pianoforte, chitarra, batteria, basso e sax soprano. Ed un buon rock italiano vario, a volte graffiante ed impetuoso, altre ricco di atmosfere ricercate, dinamiche di grande respiro e ampi spazi per i solisti nella migliore tradizione blues. Al pianoforte Massimo Moriena, maestro e compositore, con alle spalle concerti in Europa, Stati Uniti, Canada, Unione Sovietica,e collaborazioni con musicisti quali Tullio Depiscopo, Fresu ed altri. Al sax soprano e tenore Micky Chiaravallotti, tra i più apprezzati sassofonisti d’Italia, sul palco di svariati Big della musica italiana, daglj Eclysse ai Barbun Street ed infiniti altri. Alla chitarra elettrica Pino Sardella, caldo ed eclettico blues man, al seguito di svariate Tribute Band e tra i primi musicisti a portare, con le note, un messaggio di pace in una Bosnia Erzegovina ancora devastata dalla guerra. Alla batteria Luca Corongiu, drummer pop rock dal sound rigoroso, già sui palchi non ancora diciottenne oggi con l’esperienza di vent’anni di concerti in tutto il Paese. Giorgio Damiano, giovane di grande talento e figlio d’arte al violino, strumento che sa adeguare al groove anche in modo graffiante. Ed infine al basso elettrico 6 corde ed alla voce Roby Salvai, autore dei brani, artista per varie etichette italiane ed estere (Discotop,Sombrero Records, Amtal Blade, Music Box Promotions) fino ai primi anni 2000. Lasciata la carriera artistica per 14 anni ha fatto dell’Africa la propria vita, viaggiando attraverso tutto il Continente. Quattro anni fa il ritorno sui palchi e nuove emozioni da raccontare con la musica.

MADI

Ciao mi chiamo Matteo Di Lella (nome d’arte Madi) ed ho 17 anni appena compiuti. Vivo a Cumiana, un piccolo paesino in provincia di Torino, e frequento il Liceo Scienze Umane di Pinerolo. Il mio percorso musicale e il mio avvicinamento alla musica è iniziato 4 anni fa quando in terza media, quasi per caso, partecipai ad alcune lezioni di chitarra insieme ad un mio amico. Inizialmente non avevo molto interesse nelle lezioni, soprattutto perché ero molto impegnato dagli allenamenti di calcio (sport che ho sostituito quest’anno con la palestra), per cui spendevo gran parte dei miei pomeriggi. Come per tutte le cose, le impari ad amare con il tempo, e soprattutto con la prima superiore iniziai ad aprire un po’ la mia conoscenza della musica, tant’è che tra la prima e la seconda superiore ho davvero iniziato a passare ogni singolo momento libero alla chitarra e ad ascoltare musica. Ormai la mia giornata è caratterizzata da quello. Con il tempo iniziai a imparare e maneggiare meglio gli accordi fino a quando provando 2/3 ore ogni pomeriggio, sono arrivato al punto di avere nella testa melodie, e sopra di esse testi e frasi da scriverci sopra. Non ho mai avuto molti talenti e non l’ho mai fatto per impormi con forza su coloro che mi consideravano un sentimentale e diverso dai ragazzi sempre duri e con il carattere forte. Il mio primo testo l’ho scritto nell’estate tra la terza media e prima superiore, il cui nome è ALCOL (questa canzone è una di quelle che ho mandato all’iscrizione). Smisi di partecipare ai corsi di chitarra a fine seconda superiore, e mi rendo conto che il mio livello di conoscenza della musica teorica, della lettura dello spartito delle note, delle scale musicali eccetera è molto riduttivo. Questo perché non è mai stato mio interesse quello di utilizzare la chitarra come strumento unico, ma come complementare ai miei testi e alla mia voce, per quanto io non abbia mai preso lezioni di canto se non per lavorare per l’appunto ad ALCOL. Infatti un giorno dell’anno scorso andai a provare in sala prove a Cumiana, per familiarizzare con gli strumenti di registrazione, quando per mia fortuna conobbi Enrico Fornatto, arrangiatore e musicista. E’ rimasto incuriosito da quello che sapevo fare e mi ha proposto a titolo gratuito di lavorare con lui e il direttore del mixaggio ad ALCOL. Grazie a lui ho preso più coscienza di quello che so e posso fare, pur ammettendo che i miei testi e le mie canzoni sono in primis una valvola di sfogo personale, e quando le canto più che una liberazione mia, queste riescono a farmi comprendere in maniera molto più fluida ma anche molto più astratta i miei pensieri. Perché secondo me questo fa la musica, permette di elencare in maniera, se si vuole, ordinata tutta quella confusione che io avevo ed ogni tanto ho in testa, mi permette di liberarmi da storie anche inventate che spesso mi faccio, mi permette di specchiarmi in qualcosa che riconosco al volo essere mia, e se poi questa diventasse uno specchio per qualcun altro la soddisfazione sarebbe maggiore sicuramente, ma in primis ciò che faccio lo faccio per me stesso. Dalla terza media ad oggi tra vari tentativi e bozze, ho complessivamente 7 brani scritti e accompagnati dalla chitarra da me, e spero di avere l’opportunità di poterli portare fuori dalla mia stanza, potermi specchiare in essi davanti a qualcuno che mi possa vedere pienamente in quello che sono e in quello che faccio.

BLACK RAIL

Black Rail per i 4 componenti Torinesi della band, significa avere la forza di crearsi la possibilità di farsi sentire. Da un gruppo di amici che si conosce nel periodo del liceo viene coltivata la passione per la musica, che li porta a prendere parte di svariate band del panorama Torinese prima di capire che la combinazione giusta fosse quella di suonare insieme. Unendo la voce femminile della cantante Domiziana, le chitarre dal sound anni ‘70 di Francesco, le linee di basso di Alessandro con l’incalzare della batteria di Alex i Black Rail trovano il loro suono identificativo nel 2016. Al loro primo album registrato ed autoprodotto, Cages, i Black Rail stanno trovando il loro posto nella scena rock del Nord Italia. I Black Rail credono nel rock, e nel suo modo di evolversi con il tempo ma anche con la sua capacità di non sparire mai. Con la loro musica vogliono riportare quelle atmosfere che hanno reso grande il genere, ma con un gusto più contemporaneo.

BROKEN SHOES

Broken Shoes è una formazione pinerolese relativamente nuova che nasce nel 2018. Il genere musicale è un mix tra folk acustico e blues. Ivan Monge, anima della band, chitarra, loop e voce è l’autore di tutti i testi e degli arrangiamenti musicali. Inizia la sua carriera musicale suonando in diversi gruppi facendo cover di diversi autori. Nel 2017 capisce che la sua strada è quella dei pezzi inediti perché ne ha già scritti e arrangiati diversi. Inizia così ad esibirsi nei locali e in occasione di eventi speciali. Durante una cena si trova a parlare del progetto con un caro amico percussionista e neo armonicista. E’ così che Giorgio Valinotti, cajon elettronico e armonica a bocca, si è aggiunge alla band che diventa così una duo man band in modo da arrotondare i suoni e dare più corposità alle melodie. A marzo del 2019 registrano il primo CD grazie al supporto di Enrico e Umberto al Tesla di Cantalupa.

OVERCLANK

Gruppo formatosi nel 2013 con alle spalle un EP ed un album. Nel corso degli anni hanno accumulato esperienze live nella regione e all’estero. Il sound particolare del gruppo arriva dalle diverse influenze musicali dei singoli membri, che puntano a trovare nuove sfumature nel genere rock.

CONFUSION BAGARRE

La band vuole rappresentare la fusione tra l’Indie rock e la musica d’autore dove parti più aggressive si alternano a momenti più intimi. Sviluppa idee cantautorali inedite e cuce con la sua natura rock e le influenze dei suoi “Musici” le song …. rigorosamente in italiano. Piba alla voce e chitarra, Marco alla chitarra, Ivan e Nic in sezione ritmica di basso e batteria nel 2015 danno vita alla band. La ricerca dell’originalità è alla base. La voglia di divertirsi e divertire è l’obiettivo.

GIUDA NICOLOSI

Nato a Milano il 22 aprile 1986, si appassiona alla musica e alla scrittura creativa fin da piccolissimo. Canta ed è autore di testi musicali. Suona il basso, la chitarra acustica, e adopera molti softwares in ambito professionale. Dopo aver militato in alcune boyband milanesi e dopo una parentesi come dj comincia, all’inizio del 2015, una carriera solista con il nome d’arte di “Giuda Nicolosi”. Fino ad oggi ha pubblicato 4 EP: L’istante prima di volare, Nuvola, Precipitare non esiste e I fiori di Giuda; con l’omonimo titolo esce anche una raccolta di poesie che riscuote un discreto successo di pubblico. E’ stato in tour per due anni di seguito nei club di culto della capitali italiane (Tunnel di Milano, Legend Club, Good Fellas di Napoli, Fonclea di Roma, etc.).Nel 2017 suona come ospite tra i big del festival show di Mestre. Nel 2018 si esibisce ad Area Sanremo con conseguente intervista a diverse emittentiradiofoniche tra cui Radio Italia. A dicembre dello stesso anno si classifica terzo insieme a Gianni Bobbio partecipando allo storico Premio Giovanni D’Anzi. Ad aprile 2019 arriva tra i finalisti nazionali di Sanremo Rock. Ad oggi è al lavoro alla produzione live per un tour che promuoverà alcune canzoni del nuovo albun in uscita a Novembre 2019.

LO STATO DELLE COSE

Lo Stato delle Cose è un gruppo dell’Hinterland Milanese Pop-indie Rock nato nel Novembre del 2015 da un’idea di Valentina Brocadello (voce e basso), Davide Ripamonti (pianoforte // chitarra acustica) e dall’incontro con il cantante vicentino Alessandro Mop (voce e chitarra elettrica). Nell’estate del 2017, dopo un anno di lavoro registrano il loro primo progetto omonimo autoprodotto: “LO STATO DELLE COSE”. Il suono è semplice, diretto ma curato. Accosta parti elettriche alle linee acustiche con aperture melodiche emozionanti. Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders “Lo Stato delle cose” vuole essere una riflessione sul destino: “tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”. Nel 2018 presentano il concept album, partecipando e vincendo, il contest nazionale della 30esima edizione di Rock Targato Italia 2018; a seguito del positivo riscontro decidono così di pubblicare il loro primo EP e distribuirlo sui più importanti canali web (iTunes – Spotify – etc). Anticipato dal singolo “Perdersi”. Nel 2019 si unisce al gruppo il batterista Marouane Massat. Lo Stato delle Cose iniziano a lavorare al secondo album.

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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