Rock ‘n’ Wolf, vincono gli Overclank. Sul podio anche il cumianese Madi.

Il Rock ‘n’ Wolf 2020 è terminato. La decima edizione sarà ricordata non solo per i contenuti delle proposte musicali, che rimangono pur sempre il fulcro principale dell’evento cantalupese, ma anche per essere stata la prima realizzata completamente all’interno di uno studio e fruita in streaming sui social network. Le restrizioni legate alla pandemia da Covid-19 hanno avuto un impatto determinante sullo svolgimento della kermesse, avvenuto totalmente senza pubblico e trasmesso in diretta Internet. Per altro, era già previsto che per le semifinali si utilizzasse lo strumento mediatico dello streaming e che alla finale accedessero i gruppi le cui esibizioni avevano ottenuto il più alto numero di like. Ma gli artisti più votati si sarebbero dovuti sfidare in una vibrante serata dal vivo nella bella struttura dedicata che il comune della Val Noce può vantare. Alla fine gli organizzatori hanno però optato per terminare il contest con un’ultima esibizione “in studio” da trasmettere sui social, anche per sfruttare una macchina rodata, con gli ingranaggi ben oliati dalla fase eliminatoria, ed evitare così anche i crucci di regolamenti quasi impossibili da rispettare. La serata finale ha quindi confermato le impressioni positive delle eliminatorie, tenutesi con rarissimi intoppi tecnologici. Il “palco” allestito all’interno degli studi Power Light di Cumiana ha offerto un impatto visivo di grande efficacia e la regia è stata curata con minuziosa attenzione ai dettagli, il tutto per un risultato, va ammesso, al di sopra delle attese. Il pubblico da casa ha sicuramente potuto godere di uno spettacolo di ottimo livello, anche e soprattutto mediatico.

A imporsi nel giudizio della giuria tecnica sono stati i cuneesi Overclank, paladini di un crossover a tinte prog davvero interessante. I rappresentanti pinerolesi alla finale hanno comunque ben figurato. Si sono purtroppo piazzati fuori dall’area premi il duo folk Broken Shoes di Ivan Monge e Giorgio Valinotti, e la Roby Salvai Band, probabilmente meritevoli di un risultato migliore. Questi ultimi in particolare, al di là di uno stile cantautoriale debitore di generazioni musicali che forse hanno già fatto un po’ il loro tempo, sono stati senza ombra di dubbio i migliori di tutta l’edizione da un punto di vista degli arrangiamenti e dell’esecuzione. Dietro ai vincitori, si è invece piazzato Madi, al secolo Matteo Di Lella, cantautore cumianese di soli diciassette anni che, con grande coraggio, ha affrontato le telecamere col solo ausilio di chitarra e voce. Il piazzamento è certamente meritato, anche per una maturità di scrittura inconsueta in relazione alla sua giovane età. Uno stile autoriale già ben definito e una personalità che spesso non si riscontra nemmeno in musicisti ben più navigati e molto più avanti con gli anni.

Se vi siete persi la finale, vi basta cliccare sul link che segue. Il filmato non è visibile direttamente sulla nostra pagina perché gli autori ne hanno limitato le possibilità di condivisone, ma il collegamento qui sotto vi reindirizzerà sulla pagina Facebook ufficiale del festival.

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Di seguito, tutti i vincitori delle passate edizioni:

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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