Il rock melodico dei Draft & Bill

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Verso la fine degli anni Ottanta, sulle scene pinerolesi, comparve una formazione che si impose per la sua musica raffinata e per le sue capacità esecutive ineccepibili. Stiamo parlando dei Draft & Bill dei gemelli Bai e di Giustiniano La Vecchia. Un trio completato, nella formazione più classica, dalla voce di Miky Rissolo e da Alberto Macerata al basso. Proprio a cavallo tra i due decenni, la band pubblicò i suoi primi lavori, costruendo il proprio repertorio attorno a musiche originali e testi in inglese, inserite spesso nel filone dell’allora nascente neo-prog.

In realtà, riascoltando oggi la musica dei Draft & Bill, non si ravvisano più di tanto le classiche strutture complesse del rock progressivo. L’approccio era più tagliato verso le melodie del pop. Ma l’esplicito riferimento ai Genesis e allo stile di Phil Collins solista, giustificano pienamente il paragone. Proprio i Genesis di Collins, infatti, erano la principale ispirazione della band. I Genesis che, alla fine degli anni Settanta, si allontanarono dai loro esordi per abbracciare i cambiamenti stilistici di fine decennio. Quelli che, senza rinnegare la classe compositiva e la tecnica esecutiva che ne fecero una delle più grandi rock band della storia, seppero superare gli scogli elitari dell’art rock per offrirsi al pubblico della decade più leggera di sempre. Sebbene, poi, si incontri anche un certo gusto internazionale di artisti molto in voga ai tempi, come ad esempio Johnny Clegg e le sue inconfondibili inflessioni vocali, a confermare il legame artistico tra i Draft & Bill e i Genesis sono anche le parole di Fabrizio Bai, tastierista e principale compositore della band pinerolese, che si è reso disponibile a ricordarne con noi la storia nei suoi tratti salienti.

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I Draft & Bill nacquero dalle ceneri dei Bronx, gruppo con cui facevamo cover dei Genesis“, ci racconta Fabrizio.“La formazione era composta da me, Gianluca Bai (chitarra), Giustiniano La Vecchia (batteria) e Ciro Cirri (basso). Ad un certo punto decidemmo di fare musica nostra. Volevamo realizzare un lavoro prog-pop come i Genesis o Phil Collins degli anni 70/80. Così alla fine degli anni 80 io e Gianluca cominciammo a comporre. Durante una mia vacanza studio in Inghilterra iniziai a scrivere dei testi, alcuni a tema fiabesco, altri che raccontavano storie realmente accadute. Come “Reported Missing”, che trattava di due ragazzi scappati per stare insieme”.

Nacquero così i Draft & Bill. Il nome, traducibile più o meno con il binomio “cambiale e fattura”, “derivava – come ci spiega ancora Fabrizio – dal fatto che gli strumenti li compravamo tutti a rate e all’epoca si usava pagare con le cambiali. Il primo capitolo della discografia dei Draft & Bill fu il già citato “Reported Missing”, 45 giri stampato in sole mille copie, pubblicato nel 1989. Il formato e l’edizione limitata sono fattori che ci riportano a un’epoca molto distante dalla nostra, oggi ammantata di un indelebile alone romantico. “Una volta era tutto più complicato e costoso – ricorda il tastierista – oggi qualsiasi persona a casa può registrare musica, anche senza saper suonare. Noi registrammo ‘Reported Missing’ tutto in analogico, nello studio di Madaski (Africa Unite), nostro vicino di casa e amico. Lo studio allora si trovava in Pinerolo (Piazza Banfi). Realizzammo il tutto nell’arco di una settimana tra registrazione e missaggio“.

I dischi – continua Bai – si vendevano durante i live. Si usava così. Avendo avuto forse fortuna, la Mellow Records di San Remo, una casa discografica specializzata in musica progressiva, sentendo il 45 giri ci propose di fare un CD completo, soprattutto per i mercati giapponese e statunitense, pagandoci la registrazione. L’unico problema (e non di poco conto) fu che la casa discografica pretese la registrazione completa del CD in un mese. Questo non fu facile visto che mancava un bassista. Dopo varie audizioni scegliemmo Alberto Macerata”.

L’album, anch’esso intitolato “Reported Missing”, in realtà, uscì solo nel 1993. “La ricerca di una casa discografica e di una stabilità interna al gruppo furono le cause di questo ritardo“, dice ancora Fabrizio. Il risultato però fu notevole. Otto tracce che riassumono perfettamente i tratti stilistici sopra delineati.

Oggi l’album è fuori catalogo. I membri della band sono ancora in possesso di alcune copie del 45 giri, mentre per il CD bisognerebbe provare a contattare la casa discografica. Girovagando in rete, però, ne abbiamo trovato una versione integrale su YouTube, che ci permette, ancora oggi, di immergerci appieno nelle eleganti atmosfere di quell’entusiasmante percorso musicale.

Dopo l’album, la band andò incontro a molti cambi di formazione e di direzione artistica. “I Draft & Bill non si sono mai sciolti – prosegue il racconto – ma Alberto Macerata aprì uno studio di registrazione e il batterista smise di suonare. Nei primi anni 2000 registrammo altri CD. Canzoni anche in Italiano, con una sezione fiati. Facemmo molti concerti e ci indirizzammo verso una musica più vicina al rhythm n blues. Ricordo quando andammo da Red Ronnie al Roxy Bar, trasmissione televisiva su Telemontecarlo, a presentare dei nostri pezzi. Era la metà degli anni 90. Quella sera con noi c’erano anche Jovanotti e Grazia di Michele. Fu molto divertente! Dopo non cercammo più case discografiche, suonavamo solo per il piacere di suonare, anche con gente dal background diverso dal nostro“.

Molti sono i musicisti che successivamente hanno fatto parte della band. Tra gli altri, ricordiamo Flavio Bonetto, Raffaella Buzzi e Margherita Mottoso, che si alternarono come voci soliste; al basso, dopo Macerata, arrivarono Luca Russo e Renato Roventi Beccari, ai fiati Walter Carle (tromba) e Bruno Galbiati (sax/flauto). Ma il nucleo storico dei Draft & Bill rimane quello formato da Gianluca e Fabrizio Bai e da Giustiniano La Vecchia. Quello immortalato anche da un articolo comparso nel 1989 sull’Eco Mese, pubblicato in occasione dell’esordio discografico, oggi spunto per questa nostra riscoperta. In calce vi riproponiamo l’articolo nella sua versione integrale, insieme a un corposo numero di immagini d’archivio.

Ma cosa fanno oggi i tre protagonisti di quella straordinaria avventura musicale?

Giustiniano La Vecchia ha sostanzialmente abbandonato la musica attiva. Oggi si occupa professionalmente di consulenze nell’ambito dei processi di gestione dell’innovazione di business. Trovate il suo blog e le sue pubblicazioni all’indirizzo https://giustinianolavecchia.it. “Io e Gianluca, invece – conclude Fabrizio – continuiamo a suonare nel gruppo The Ruins facendo cover internazionali (Adele, Amy Winehouse, Phil Collins, Toto, Maroon 5, ecc…). La nuova formazione si completa con Ilaria Nonnis (voce), Francesco Pizza (batteria) e Claudio Coltro (basso). Nei mesi di maggio, giugno e luglio saremo impegnati in molti live nel Pinerolese. Suoneremo a Barge a inizio giugno (al Beat), l’11/6 in piazza a Buriasco, il 24 giugno all’Enfant Prodige di Cumiana e l’8 Luglio al festival della birra, sempre a Cumiana. Il 9 Luglio saremo al Caffè Centrale a Pinerolo.

Per saperne di più sul gruppo The Ruins basta andare sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/The RUINSpinerolo.

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Dall’Eco Mese n. 4/1989 – per gentile concessione dell’Eco del Chisone (www.ecodelchisone.it)

Un 45 giri (“Reported Missing”) di un giovane complesso pinerolese

“Chi è bravo, prima o poi, ha successo”; non sappiamo dove poggi le sue basi questo breve aforisma dei critici musicali, ma è certo che, del primo requisito, i “Draft & Bill” ne sono in possesso. Un trascorso musicale iniziato dieci anni fa con i “Bronx” e poi, da un anno, Gianluca e Fabrizio Bai (rispettivamente chitarra e basso, tastiere e sintetizzatore) e Giustiniano La Vecchia (batteria e percussioni), hanno scelto il nuovo nome del gruppo, ed ora inciso il disco: “Reported missing”.

Un 45 giri scritto, arrangiato e prodotto interamente dal complesso, che si è avvalso, per la voce, della collaborazione di Miky Rissolo. Si tratta di due brani cantati in lingua inglese, così come è britannico lo stile musicale: un rock melodico, con qualche passaggio ritmico.

Uno stile che potrà essere “ascoltato” dai mille acquirenti (tante sono le copie del disco, stampato a Milano) e che è stato apprezzato da alcune case discografiche.

“Stiamo aspettando le risposte dei discografici – commenta Gianluca Bai -; se il nostro disco piacerà è probabile che ci faranno incidere un 33 giri”. Per il momento, in attesa di queste proposte, i “Draft & Bill” hanno in programma alcuni concerti per l’estate; presenteranno il disco (in vendita da Bonetto, Rogirò e Magic Bus), e le altre loro canzoni, a Pinerolo e magari anche più lontano, dove “Reported missing”, trasmesso, oltre che dalle radio cittadine, anche da Rete 105, li farà conoscere.

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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