Le tinte gialle di Breakfast With Nik: intervista ad Andrea Bozzetto

Tra le rubriche principali della prima fase del Groovin’ “storico” dobbiamo annoverare sicuramente Breakfast With Nik, curata da Nicola Giordano, membro dello staff e redattore di un numero importante di interviste comparse sul portale. La rubrica era in realtà un romanzo giallo in cui Nik immaginava di venire assoldato da loschi figuri per ingaggiare i più bravi musicisti di zona, con l’obiettivo di formare la miglior band di tutti i tempi. Tra una puntata e l’altra, agganciati i musicisti ricercati, venivano realizzate le interviste nelle quali non mancavano le medesime tinte fosche da racconto noir di tutta la serie. Il primo personaggio ospitato fu Andrea Bozzetto, ancora oggi uno dei migliori pianisti che il Pinerolese possa vantare. Ecco come ce lo raccontava Nik nel 2002.

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Ok Andrea, o meglio “Bozz”, tu sei il primo, ma ho paura che sia solo l’inizio di una lunga serie“. Il volto dell’ex uomo misterioso, al secolo Andrea Bozzetto, uno dei migliori pianisti jazz della zona, si contorse in una smorfia mentre mandava giù un po’ del suo cappuccino. Nik pensò di averlo turbato ancora una volta, in realtà il latte non era dei più freschi, il tutto sapeva un po’ di caglio: “Nik, lasciamo questa bettola ed andiamo da me. Abito ad un tiro di schioppo da qua“. L’aria si raggelò nel locale. Nik prese ogni tipo di precauzione, ma accettò l’invito.
Pochi minuti di camminata ed ecco la casa. “Sto sopra una coltelleria, ah, ah, ah, ah“, disse il Bozz, e questo rese ancora più dubbioso Nik, sul fatto di salire in casa del suo interlocutore. “Questo fa parte del nostro duro mestiere. Sempre costretti a correre rischi, per guadagnarsi la pagnotta“, pensò mentre quasi senza rendersene conto, aveva ormai passato la soglia tanto temuta. 
Ti piace?, mi sento rinato da quando sono qua. Pensa, non ho ancora la televisione. Questo mi permette, quando voglio, di riuscire veramente ad isolarmi da tutto e tutti. E poi basta aprire una finestra, e sono con il naso sul centro di Pinerolo. E’ fantastico“.
Effettivamente la casa, sia per posizione che per struttura, era davvero eccezionale. All’entrata si viene avvolti da un fortissimo profumo di incenso. Il caminetto, il soffitto altissimo fatto in legno, i muri che lasciano intravedere le pietre che risalgono ai tempi in cui fu costruita la casa. Per non parlare del soppalco dove il Bozz ha ricavato la camera da letto. Semplicemente eccezionale. La casa di un artista. Inoltre i tanti piccoli punti luce, creano quell’atmosfera assolutamente rilassante…ci sedemmo al tavolo.
Allora Andrea, ti ho chiesto questo incontro perché voglio cercare di entrare un po’ nella tua testa. Sono in molti nelle “alte sfere”, che stanno cercando di carpire il tuo segreto. Cosa ti succede quando suoni, in quale luogo vieni trasportato? Che sensazioni provi?” Nik perse subito la pazienza, e con violenza picchiò i pugni sul tavolo: “Parla, è meglio per tutti.” 
Il solito ghigno avvolse il volto del Bozz: “Stai calmo, cambio il CD, con Stravinskij non riesco a parlare.” Prese una sigaretta e quasi a fotocopia Nik se ne accese una. Ora Andrea aveva chiaro che era lui a comandare il gioco. Le informazioni che poteva rivelare, erano la sua assicurazione sulla vita.
Andrea con calma irritante sputò fuori il fumo e cominciò: “Vedi amico, non è una cosa facile da spiegare. Quando suono, la concentrazione sale a tali livelli, che non esistono più i problemi di tecnica, la gente non è più attorno a me. Ci sono io, il pianoforte, le mie idee e tutte le emozioni che il pezzo che sto eseguendo riesce a trasmettermi.”
…Cerca di essere più preciso!“, intervenne seccamente Nik.
” Non sono sempre emozioni positive. A volte preferirei non provare certe cose. Ma credo sia l’unico modo per poter esprimere veramente il proprio io. Non si può mentire con la musica. In quei frangenti riesco veramente a far capire, a chi vuole ascoltare, chi sono. Non ho nessun tipo di protezione“.
A questo punto Nik si versò un bicchierino del whisky che era lì, sotto il tavolo, e si accorse che nella casa mancava ancora una delle cose fondamentali. “Andrea, perché non c’è la cucina?“. “Per lo stesso motivo per cui sono tre settimane che mangio da Mc Donald’s. Deve ancora arrivare“. In quel preciso istante capì che aveva veramente a che fare con un duro, capace di tutto ed in grado di sopportare ogni circostanza.
E dimmi, per arrivare a questo livello di tecnica, ma non solo quella, che percorsi hai seguito? Hai dovuto sacrificare altre cose?“. Qui Andrea si rabbuiò. Quasi se alla mente gli fossero tornati dei tempi e delle circostanze finiti nel tunnel del non ritorno. Poi riprese: “No, non rimpiango nulla. Sono convinto di fare quello che veramente voglio e di inseguire un sogno, quello di vivere con la musica, per me irrinunciabile. Le ore che passo a studiare sia classica (attualmente è seguito per questo da Claudia Rostagno), che jazz (dopo un periodo passato sotto la guida di Palmino Pia di Torino, ora ha intrapreso un corso di perfezionamento a Milano da Franco D’Andrea, forse il numero uno in Italia), per me non sono un peso. Sento di avere libertà, e di poter iniziare e finire quando decido io. Non desidero scendere a compromessi, per acquistare fama e denaro.
Smettila di mentire, e dimmi come puoi vivere di musica, se non prendi quasi mai parte a progetti con Band o cose del genere“, tuonò Nik.
Certo, certo! Prenderò parte sicuramente da settembre in avanti ad alcuni progetti redditizi. Intanto studio, e farò una grande esperienza in luglio a Viterbo, non so ancora nulla di preciso, ma le persone che si muoveranno con me per l’occasione sono delle garanzie. Poi non escludo in futuro di poter volere insegnare ad altri quanto io so. Cercare di trasmettere agli altri quello che a me la musica fa provare, le emozioni che sento“. 

Ormai Nik non provava più timore per il “pianista pazzo”. Le leggende che lo dipingevano come elettrico e scontroso, non rispecchiano la realtà. Il suo animo d’artista assolutamente lo rende unico. Il suo desiderio più grande è quello di suonare e guadagnare con la musica, possibilmente vivendo in una cascina dove poter coltivare ogni tipo di frutta o verdura. Nik sentiva che il progetto dei suoi mandanti era sempre di più difficile realizzazione, però incalzò ancora il suo uomo: “Con chi ti piacerebbe collaborare o esibirti? Fammi dei nomi“, qui il Bozz perse la sua sicurezza, quasi come se il doversi sbilanciare lo rendesse timoroso di esporsi ad alcune ritorsioni o vendette, ma poi attaccò: “Sento che queste cose mi rovineranno, ma non ho scelta. Alla batteria vorrei Enzo Zirilli, al basso Aldo Mella oppure al contrabbasso Loris Bertot, alla chitarra Allione, e come sezione di fiati Fulvio Giara ed Andrea Ayassot“. 
Sputati con disprezzo i nomi Andrea si affogò nel suo thé alla pesca e si accese un’altra sigaretta. Ora anche questo CD lo infastidiva. Si alzò per cambiarlo, e solo in quel momento fu chiaro dove poteva aver appreso questa passione per la musica e per il jazz in particolare. A parte il padre, che da sempre suona il pianoforte, e che per forza gli ha trasmesso nel DNA l’amore per il jazz, il numero di CD nella sua casa faceva paura. Ne prese uno a caso, o almeno così sembrò. In realtà probabilmente nulla di ciò che fa è fatto a caso. Tutto ha un significato altrimenti non si spiegherebbero certi risultati.
Nik in quel momento capì che non era sufficiente estorcere a lui le informazioni per il suo mandato. Il giro dei personaggi si stava ampliando. Per lo meno altri sei uomini di musica dovevano essere sentiti per raggiungere l’obiettivo. Ma dentro di lui già sapeva che il suo, questa volta sarebbe stato il lavoro più lungo ed estenuante che avesse mai svolto. Il Bozz sicuramente con la sua onestà, aveva aperto un filone estenuante. Ma alcuni lati del suo carattere, non rispondevano al progetto che le “alte sfere” avevano in mente. Le ricerche erano solamente all’inizio, ed il tempo per Nik era sempre poco. 
Andrea, è stato un piacere. Spero di risentirti, e sta attento. Occhio a dove cammini“.
Uscendo dal portone del Bozz, con il suo impermeabile ed il cappello sul viso per pararsi dalla pioggia ora incessante, Nik sapeva che aveva appena parlato con un grande musicista ed un ottima persona. Peccato, forse in altre circostanze…….

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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