LIBERO – Keyla

Dietro l’etichetta “rock italiano” si nasconde per consuetudine un elenco nutrito di artisti e gruppi accomunati da uno stile piuttosto omogeneo. A parte i classici Vasco e Ligabue, trasversali rispetto a mode ed epoche, la cui popolarità, per altro anche molto divisiva, li eleva al rango di hors catégorie, il dato terminologico identifica soprattutto le band che dagli anni Novanta in poi hanno fornito una tipica interpretazione nazionale alla generica idea di “rock”. Una lettura in cui, a un aumento sempre più importante delle distorsioni e delle pulsioni energetiche, è corrisposto un pari incremento di elementi di natura tipicamente pop, a partire dai suoni fino al linguaggio e alle costruzioni melodiche. Nate sulle ceneri della new wave italiana anni Ottanta, formazioni come Litfiba – che di quella new wave furono protagonisti assoluti prima della loro trasformazione stilistica – Negrita, Timoria e altri, diedero il via a un movimento di rinnovamento timbrico dell’indie nazionale, complice anche lo sdoganamento planetario delle saturazioni hard rock apportato dalla diffusione radiofonica e mediatica di grunge e brit pop, che proprio in quegli anni stavano rivoluzionando definitivamente le abitudini di ascolto delle generazioni a venire.

In quella linea virtuale che collega i Litfiba – da “Terremoto” in avanti – a formazioni più recenti come i Negramaro, in uno scostamento sostanziale da un qualsivoglia approccio anticonvenzionale e trasgressivo, e con la capacità di inglobare nel proprio stile elementi più cantautoriali e pop, si inseriscono proprio i Keyla e il loro nuovo album “Libero”, uscito a fine 2019, primo lavoro esteso della loro discografia che fa seguito all’EP “Big Bang” del 2017. La definizione di libertà espressa nell’album sguscia da precise collocazioni semantiche ma la si riscontra in quella costante ambientazione onirica, al limite tra la veglia e il sogno, tra il cosciente e il subliminale, spruzzata di misticismo, che permea molte delle canzoni, a partire dalla title track fino a “Vibrano” o alla inequivocabile “Sogno”. Una linea tematica che invita a sondare la spiritualità anche attraverso il confronto con la natura e l’arte, elementi che “riecheggiano” nell’individuo e in esso si riverberano, come porte aperte su una condizione di superamento dei vincoli imposti dal vivere quotidiano. Sopra un impianto compositivo che rifugge sperimentazioni e azzardi armonico-melodici si snodano dunque i testi dei Keyla, nei quali sporadici echi simbolisti e un uso del linguaggio che non disdegna saltuari tentativi di uscire dai canoni, apportano un plus poetico non da poco rispetto a tanti esempi di genere. A questo aggiungiamo la personalizzazione conferita da un sapiente uso di timbri elettronici, che in modo piuttosto originale rimandano anch’essi anacronisticamente a contesti di fine millennio, e l’interessante vocalità di Andrea Littieri, il cui lirismo si aggrappa ad estensioni ragguardevoli e rafforza il clima visionario dell’album. Una prova positiva, soprattutto perché, pur senza uscire dal seminato di un filone che tende a rimanere sempre un po’ uguale a se stesso, e comunque all’interno di una produzione discografica che percepiamo di ottima fattura, evidenzia gli sforzi – ripagati – nella costruzione di un’identità precisa e inequivocabile.

Nella band confluiscono le individualità di cinque musicisti provenienti da svariate aree della provincia di Torino, dal Pinerolese come dalla seconda cintura di Torino. Oltre al già citato Andrea Littieri, completano la formazione i chitarristi Roberto Boero e Roberto Marangoni, il batterista Roberto Lucia ed Eric Locci al basso. L’album è ascoltabile sulle principali piattaforme di streaming e come da nostra abitudine ve ne riproponiamo l’ascolto integrale a beneficio delle vostre riflessioni.

Buon ascolto.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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