In tre libri di Michelangelo Chiaverano, la storia delle bande pinerolesi

Quando raccontiamo del Pinerolese come di un’isola felice per quanto riguarda i rapporti tra il territorio e la musica, spesso ci dimentichiamo di considerare tale osservazione in relazione all’attività bandistica. Nel circondario non ci sono solo tanti gruppi rock e jazz, non ci sono soltanto tanti bravissimi cantautori, o eccellenze in ambito classico e accademico. C’è anche e soprattutto un brulicare di Corpi e Unioni Musicali di derivazione bandistica con una densità che poche altre aree in Italia possono vantare. Comuni anche piuttosto piccoli che fanno sfoggio di formazioni, non di rado, in grado di raggiungere risultati estetici ed espressivi davvero di livello. Ma indipendentemente dalla qualità delle proposte, che non è necessariamente lo scopo ultimo di una banda, l’elemento distintivo di questo microcosmo è la sua funzione aggregativa, oltre che di servizio civile per le manifestazioni commemorative e religiose, che da sempre ne contraddistingue l’esistenza. Occasione di crescita culturale, dove si cementa lo spirito collaborativo, con membri appartenenti a generazioni, estrazioni sociali e culturali spesso agli antipodi, che si ritrovano con un obiettivo comune da raggiungere, per il quale ognuno offre il proprio contributo paritario e indispensabile. Ambiente che si erge a piccolo spaccato di società, nel quale si è instaurato nel tempo un modello cooperativo che dovrebbe essere preso ad esempio per l’approccio solidale ed egualitario che ne è tratto fondamentale. Una funzione anche pedagogica – di tipo artistico, sì, ma con forti tinte di stampo civico – che ormai poche altre istituzioni sono in grado di ricreare.

Sarà stato questo, insieme a tutti gli altri innumerevoli pregi che la banda incarna, a indurre Michelangelo Chiaverano a dare il via a un impressionante lavoro di ricerca, unico nel suo genere, che porta alla luce la genesi e la storia di un mondo da almeno due secoli punto fermo per la connessione del tessuto sociale del nostro territorio. Michelangelo è da sempre appassionato di musica, ma alcuni anni fa entra in contatto col mondo bandistico per soddisfare il suo desiderio di imparare a suonare il sassofono. Viene così a conoscenza dei meccanismi creativi della banda, ma soprattutto dei suoi impatti socio-culturali, aspetti che incrementeranno la sua passione e la sua attenzione al punto di indurlo a diventare parte attiva di molte altre bande, anche fuori regione. Esperienze che rafforzano il suo interesse per l’universo bandistico e lo portano a decidere di approfondirne la conoscenza, attraverso uno studio sulla sua evoluzione, con una particolare attenzione al peculiare rapporto con le comunità di appartenenza. Nel 2014 parte così un lavoro che si rivela subito titanico, che richiederà anni di indagini tra gli archivi bandistici e quelli dei principali organi di stampa locali, attraverso consultazioni bibliografiche e la raccolta delle testimonianze dirette di chi svolge, o ha svolto, ruoli di protagonista, come musicisti, maestri e presidenti. Grazie però a una determinazione e a un entusiasmo fuori dal comune, dopo sei anni di lavoro, finalmente, l’impegno di Chiaverano si concretizza con la pubblicazione di “Il Pinerolese e le sue bande”, iniziativa editoriale promossa dal Corpo Musicale di Villar Perosa, di cui l’autore fa parte, e patrocinata da tutte le amministrazioni comunali interessate dalla ricerca, dall’Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca, dall’Unione Montana del Pinerolese, dalla Città Metropolitana di Torino, dall’ANBIMA Piemonte, dall’ARBAGA Piemonte, dalla Società Storica Pinerolese e dall’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte Onlus. Vista l’impressionante mole di notizie collezionate dall’autore – 6000 articoli e un elevatissimo numero di immagini e racconti, che non troveranno tutti spazio nell’opera ma saranno digitalizzati e resi disponibili presso la Biblioteca Civica Alliaudi di Pinerolo – l’opera verrà suddivisa in tre volumi. Il primo, dedicato alla Val Pellice, verrà presentato mercoledì 30 settembre presso il Salone Polivalente di Bricherasio, cui seguiranno altre serate promozionali nel corso dell’autunno. Nel 2021 invece verranno pubblicati gli altri due volumi. Il primo, dedicato alle Valli Chisone e Germanasca, uscirà in primavera in concomitanza con le celebrazioni per il centenario del Corpo Musicale di Villar Perosa. Per l’ultimo capitolo, nel quale si parlerà di Pinerolo, Valli Lemina e Noce, bisognerà invece attendere la fine del prossimo anno.

Seguiteci sulle nostre pagine social, dove puntualmente vi terremo aggiornati sulle varie iniziative legate all’uscita dei libri. Stiamo cercando di attivare in tutti voi una particolare attenzione verso l’evento perché siamo certi che il lavoro di Chiaverano non mancherà di rivelarsi fondamentale, sia per la minuziosità delle indagini, sia per la completezza del materiale raccolto, ma anche e soprattutto per la prospettiva storica adottata, che nel raccontare uno specifico ambito sa costituirsi come importante paradigma per l’approfondimento e la comprensione dello sviluppo in senso generale delle nostre comunità.

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DETTAGLIO DEI VOLUMI (dal sito: http://www.anbima.it/piemonte/regionepiemonte-piemonte-eventi/1797-presentazione-i-volume-il-pinerolese-e-le-sue-bande)

* Vol. I – La Val Pellice, con la storia delle Bande di Torre Pellice, Bobbio Pellice, Villar Pellice, Angrogna, Luserna San Giovanni, Bricherasio, Bibiana e Cavour;

 * Vol. II – Le Valli Germanasca e Chisone, con la storia delle Bande di Fenestrelle, Villaretto Chisone, Perosa Argentina, Praly, Perrero e San Martino di Perrero, Pomaretto, Dubbione, Inverso Pinasca, Villar Perosa, San Germano Chisone, Porte di Pinerolo e San Secondo di Pinerolo;

 * Vol. III – Pinerolo e le Valli Lemina e Noce, con la storia delle Bande di Pinerolo (Banda della GuardiaNazionale, Banda Municipale, Banda dell’Ospizio di Carità, Banda Popolare, Fanfara del Tiro a Segno,Corpo Musicale Operaio; Fanfara dell’Orfanotrofio San Giovanni Battista – Banda degli Angeli e la Banda A.N.A.); San Pietro Val Lemina, Cantalupa e Frossasco.

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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