ALLA PORTA DEI SOGNI – Giovanni Battaglino

Quando un cantautore d’esperienza e di spiccata sensibilità, cresciuto con la palestra di un mostro sacro come Fabrizio De André di cui è stato fedele interprete, si unisce a uno stuolo impressionante di musicisti di alto livello, non può che nascere un disco bello. Dopo aver frequentato per decenni ogni anfratto disponibile dell’espressività musicale, dalla musica d’autore alla lirica, dalle canzoni popolari al musical, passando per collaborazioni in ambito letterario e storico, Giovanni Battaglino ha pubblicato a giugno “Alla porta dei sogni”, il suo primo album solista. Il cantautore pinerolese sostiene da sempre che buona parte delle sue ispirazioni autoriali nascano nel momento in cui lo stato mentale sta al confine tra la veglia e il sonno. Non è quindi un caso che il titolo dell’album in qualche modo ci rimandi proprio agli istanti di semi-incoscienza di quel particolare lasso di tempo che precede l’assopimento, metafora di una porta spalancata sull’interiorità. Nascono così dodici affreschi che raccontano storie e sentimenti con la delicatezza poetica che è la prerogativa di Battaglino, sia nell’approccio alla scrittura sia nella sua sempre misurata e pacata interpretazione.

L’aspetto formale che costituisce una svolta importante rispetto ai lavori discografici precedenti con Le Malecorde, è la varietà timbrica che attraversa i quasi 50 minuti del disco derivata dalla scelta di affidare l’accompagnamento musicale ad artisti molto differenti tra loro per strumenti ed estrazione. La linea stilistica prevalente è quella della musica d’autore che strizza l’occhio al jazz e alle sue atmosfere. La presenza in molte tracce di alcuni tra i nomi pinerolesi più importanti del genere – Mattia Barbieri (batteria), Alessandro Chiappetta (chitarra) – ma anche dei contrabbassisti Davide Liberti e Loris Bertot, anch’essi provenienti dal medesimo percorso espressivo, ha sicuramente contribuito ad apportare un certo tipo di feeling. Ma l’alternanza negli arrangiamenti di altri strumenti come la tromba (Diego Vasserot), il clarinetto (Piero Ponzo), o gli archi (Marco Robino, Efix Puleo, Margherita Monnet, Mauro Lopes Ferreira, Piermichele Longhin, Sergio Origlia), ha contribuito a creare un microcosmo multicolore di situazioni che rimandano, sì, al jazz, ma anche alla classica, al pop d’autore, o al folk. Il tutto è poi filtrato dalla personalissima vena autoriale di Battaglino che, al di là di quanto lascerebbe presupporre la sua militanza nelle Malecorde, sembra non avere debiti diretti con la scuola di Faber, ma raccoglie invece le suggestioni di svariati filoni del cantautorato italiano. È possibile qua e là sentire l’incedere interpretativo di De Gregori, il lirismo onirico intriso di misticismo di Camisasca, la raffinatezza compositiva di Gian Maria Testa, il timbro grave di Bianconi, l’intimismo di Ron. Ma proprio in conseguenza della considerevole capacità di affrontare spartiti appartenenti ad ambiti agli antipodi tra loro che da sempre caratterizza l’attività di Giovanni Battaglino, è probabile che ognuno possa sentirci mille altri riferimenti senza riuscire a individuarli veramente, rendendo il disco difficilmente inquadrabile secondo le logiche tradizionali. Come un alchimista infatti, Battaglino sa amalgamare tutte le sue influenze trasformandole in qualcosa di nuovo, che non esisteva prima, in modo assolutamente caratteristico e individuale.

Impossibile infine sfuggire alla tentazione di citare tutti i musicisti che hanno suonato nel disco sebbene, visto l’alto numero dei contributi, questo comporti il rischio di dimenticarne qualcuno. Nel caso succedesse, ce ne scusiamo in anticipo. Oltre a quelli già citati in precedenza, in “Alla porta dei sogni” hanno suonato Federico Sirianni (voce in “Lanterne Magiche”), Enrico Battaglino e Daniele Bianciotto (batteria), Paolo Mottura (basso e grafica del disco), Claudio Bonetto (chitarra) e Valeria Tron (voce in “Stella che non brilla). Da citare anche Giustina Viarengo e Maria Dalla Vittoria, autrici rispettivamente del testo di “Uva Fragola” e “Bossa nova per una fanciulla in fiore”. Lasciamo volutamente alla fine, per evidenziarne meglio l’importanza, il chitarrista Paolo Battaglino, fratello di Giovanni e musicista di estrazione rock e pop, presente in buona parte delle tracce che, per stessa ammissione del cantautore, ha avuto un ruolo fondamentale anche nella produzione. La sua mano si sente in molti arrangiamenti che, in modo mai invadente, concorrono a una virata complessiva del sound. Senza incrinare minimamente l’eleganza delle composizioni, ne rafforzano con naturalezza l’appartenenza all’attualità musicale del terzo millennio, allontanando i rischi di un classicismo esasperato, rendendo il lavoro al contempo profondo e godibile che rimane in testa anche dopo pochi ascolti.

Da qualche giorno, “Alla porta dei sogni” è disponibile, oltre che in copia fisica, anche sulle principali piattaforme di streaming, accompagnato dal videoclip di “La donna al fiume” che vi proponiamo in chiusura di articolo.

Buon ascolto e buona visione.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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