Casalis: il paroliere rock

Abbiamo incontrato in questo primo appuntamento della nostra rubrica “Pinerolesi nel Mondo” un prolifico artista e cantautore rock che ha presentato nel 2018 il suo ultimo lavoro discografico “Torno Subito” e che ha riservato per noi di Groovin’ alcune piccole sorprese per questo 2019 appena iniziato. Nato a Torino nel 1977 ma ormai da tempo impiantato nelle nostre valli, solo per noi di Groovin’ Alessandro Casalis.

Ciao Alessandro, scusa la domanda, ma non volevi fare il giornalista? 

Ciao hai messo il trabocchetto subito sulla prima domanda. Immagino sia inerente al percorso di studi che ho intrapreso e che conosci bene anche tu. In realtà non ho mai pensato di fare un mestiere preciso nel futuro quanto piuttosto a intraprendere una strada che mi interessasse in quel momento preciso. Per questo mi sono laureato in scienze della comunicazione. In ogni caso, devo dire che poi, alla fine, questa passione per le canzoni ha sicuramente a che fare con la comunicazione e quindi in definitiva era stato il percorso giusto da intraprendere. 

Rimanendo nell’ambito studi a noi comune, come è stato collaborare per la tua tesi presso Scienze della Comunicazione, oltre che con Franco Fabbri, con Roberto Vecchioni ed Eugenio Finardi? Questo ha influito nel tuo modo di scrivere musica? 

Il contatto è avvenuto in maniera diversa per ognuno. Roberto Vecchioni ho avuto modo di incontrarlo in un paio di occasioni di persona oltre ad aver preparato due esami con lui nel periodo in cui era docente al DAMS di Torino. Attraverso lui ho poi avuto modo di entrare in contatto via mail con Finardi per avere qualche spunto sulla preparazione della tesi che era incentrata sulla figura della donna nella canzone d’autore italiana. Sicuramente per un appassionato di musica avere a che fare con due cantautori di quel calibro è stato oltre che un grande piacere anche un onore. Tuttavia non credo mi abbiano condizionato in maniera diretta nella scrittura delle mie canzoni. Pur rimanendo all’interno del mondo dei cantautori avevo altri riferimenti che sentivo più vicini in termini di scrittura.

Da “Avventure Umane Particolari” a “Torno Subito”, racconta agli amici di “Groovin’” il percorso, le motivazioni, le necessità di comunicare che ti hanno accompagnato in questo excursus. 

Avventure umane particolari è stato un album se così possiamo chiamarlo di svolta per me. Non avevo mai scritto in quella modalità cioè con un taglio ironico sui brani, seppur si andasse a toccare argomenti non necessariamente leggeri. E’ stata anche la prima volta in cui oltre a scrivere per intero i brani li ho arrangiati e suonati totalmente io. Torno subito ha invece a che fare con un concetto allargato di libertà e da un certo punto di vista è molto più essenziale anche dal punto di vista di suoni. La necessità comunicativa rimane sempre la stessa ma cambia la visione che hai delle situazioni e delle storie che vuoi raccontare. Credo che sia il variare della percezione su ciò che vedi intorno, per motivi legati all’età, alle esperienze che hai fatto, ecc. a modificare il tipo di scrittura in quel preciso momento. 

Ci pare inoltre che nell’ultimo disco tu abbia potuto “usufruire” di un feat. particolare ed emotivamente importante. 

Sì ne vado molto orgoglioso. Su Ulisse, brano di apertura dell’album, mio figlio suona la batteria. Si è divertito a giocare con dei campionamenti ma anche a suonare una vera “piccola” batteria. Ho poi integrato il tutto all’interno del brano. Pur senza essere spinto, a quattro anni ha iniziato a suonare una batteria che gli avevano regalato. La passione tuttavia è durata poco perché a distanza di un paio d’anni si è concentrato sul calcio e adesso c’è soltanto il pallone da mettere in rete. Però penso anche che se hai l’approccio verso uno strumento, in maniera naturale, nel tempo non può che tornare fuori a riprenderti. La musica crea dipendenza.

Parliamo un po’ del panorama musicale. Ho sempre trovato interessante la tecnica del “free-download”. Arrivare alla gente con la propria musica. Colpire il pubblico con i propri pensieri. Sempre più difficile? 

È una doppia faccia della stessa medaglia. Da un lato è “difficile” arrivare al pubblico perché la proposta musicale è pressoché infinita e quindi si è sempre più distratti da nuove proposte, nuovi singoli, nuovi artisti, ecc. L’utilizzo di piattaforme streaming è un esempio chiaro del nuovo modo di fruire della musica. Se hai fame musicale è una specie di paese dei balocchi il fatto di poter accedere a tutta la musica presente al mondo attraverso un click, in forma gratuita e immediata è il sogno che avevo a 16 anni. Dall’altra forse non si dedica più il giusto tempo di ascolto perché si è già proiettati verso un altro ascolto con un altro skip.

Noi siamo curiosi. Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Entro l’anno pubblicherò un nuovo album con 10 o 12 canzoni ci sono poi una serie di concerti da fine marzo in avanti per fare ascoltare le nuove canzoni.

Allora regalaci qualcosa di tuo. Un audio, un video, alcuni scatti in esclusiva per Groovin’.

Uno dei nuovi brani dell’album si intitola “Nessuno dice niente”. Buon ascolto a voi.

Ed infine il challenge. Nel panorama musicale Pinerolese chi attira l’attenzione di Alessandro. Groovin’ andrà ad intervistarlo per te. 

Mi piace molto il lavoro che sta portando avanti Marco Benz Gentile, sia come musicista che come produttore su artisti anche molto diversi tra loro.

E allora sia. Lo staff di Groovin’ ringrazia Alessandro per la disponibilità e gli promettiamo che andremo a chiedere all’amico Benz qualcosa sui suoi lavori passati, presenti e futuri. Ricordiamo inoltre il suo sito www.alessandrocasalis.it dove è possibile, “con un click” scaricare tutta la sua musica. Un’opportunità imperdibile per conoscere meglio questo giovane ed interessantissimo cantautore, che si sta facendo notare positivamente nel nostro panorama musicale. Intanto solo su Groovin’ potete già scaricare “Nessuno dice Niente”, un brano che a noi piace molto. Un po’ Negrita ma sicuramente molto Alessandro, in tutte le sfumature calde della sua intensità emotiva e della sua voce profonda. Peculiarità capaci di farci fermare qualche minuto, magari con un caffè fumante, ad ascoltarne melodia e parole. Io l’ho fatto e sono stati 4 minuti ottimi.

Nico


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