PIANETA B – La Quadrilla

Uno degli album più attesi del 2019 è finalmente uscito. “Pianeta B”, la seconda fatica discografica della band La Quadrilla, sarà presentato ufficialmente giovedì 9 maggio all’Off Topic di Torino. Il quartetto pinerolese in questi anni si è distinto per la sua attenzione alle questioni sociali e ambientali, e all’impegno in prima persona di alcuni dei suoi membri nella diffusione di pratiche comportamentali eco-sostenibili. L’impegno rivolto al tema della sopravvivenza della nostra Terra marca la principale evoluzione di Nicola Lollino, voce solista e tastierista/fisarmonicista della band, in qualità di autore. Non più solo il cantastorie tra l’ironico e il disincantato che quindici anni fa ci aveva sorpresi coi Kalamandra, ma anche un profondo conoscitore della materia “ecologista”, capace di trasporne i dettami in canzone e di fornire alla sua band una connotazione “di denuncia”.

“Pianeta B” costituisce anche una tappa della trasformazione stilistica della Quadrilla da un punto di vista musicale, con la traslazione delle sonorità folk degli inizi verso ambiti più prossimi al pop-rock. In questo senso appaiono palesi le influenze riconducibili agli altri tre musicisti – Tony Urzì (Chitarra), Gianni Pitzalis (Batteria) e Amedeo Saluzzo (Basso) – con alle spalle scuole non proprio prossime all’universo cantautoriale. Il timbro della fisarmonica rimane comunque il più caratterizzante e continua a rinviare alle forme “etniche” delle origini, così come le ritmiche ska e reggae delle prime due tracce ne mantengono l’imprinting. Ma mentre il minutaggio dell’album cresce, la complessità delle strutture, le specificità delle armonie e l’interpretazione che i singoli musicisti forniscono al loro ruolo, senza prevaricare o sconfessare le origini espressive della band, ne aumentano il livello di contaminazione.

L’album verrà distribuito unicamente su supporto fisico. Non sarà, almeno per ora, pubblicato su Spotify né su altri siti di musica liquida. In controtendenza con le abitudini più recenti, dunque, per ascoltare le canzoni di “Pianeta B” dovrete acquistare il CD, magari proprio andando a sentire dal vivo il quartetto di Lollino e soci. In anticipo sulla presentazione dell’album, abbiamo ascoltato il disco e proviamo a raccontarvelo condividendo le nostre impressioni.

Il disco comincia con atmosfere ancora folk, sia nei riff vagamente orientaleggianti, sia nelle ritmiche che per buona parte strizzano l’occhio ai levare dello ska. “Shackleton”, di cui è in preparazione un videoclip di prossima uscita, è una canzone ispirata all’omonimo navigatore britannico e al famoso episodio della spedizione “Endurance”, durante la quale l’Ufficiale di origini irlandesi compì un’impresa al limite del sovrumano riuscendo a portare in salvo l’equipaggio della sua nave, incagliata tra i ghiacci, dopo averlo abbandonato per una decina di mesi in un angolo sperduto dell’Antartide. Solo l’indomito peregrinare del comandante, che attraversò per trenta miglia i ghiacciai inesplorati della Georgia del Sud in cerca di aiuto, permise il recupero di tutti i membri. Nella visione “quadrillica”, potrebbe essere proprio l’altruismo del navigatore a fornire il senso a questa storia. Il testo d’altronde ne enfatizza il coraggio e l’abnegazione. Ci piace pensare che il messaggio possa coniugarsi al presente e trasformarsi in invito a una visione più ugualitaria e solidale della vita.

La seconda traccia è “Guerre”, canzone anti-militarista che pone sotto accusa l’indifferenza nei confronti di quelle “guerre dimenticate” perché non più oggetto di curiosità mediatica. Eventi bellici in zone non strategiche o distanti geograficamente, o finite nell’oblio anche solo per abitudine, le cui conseguenze ovviamente ricadono sempre sui più deboli. In “Guerre” il suono della Quadrilla passa al reggae ma con un’interpretazione del genere che lo allontana da un approccio roots contaminandolo con arrangiamenti più vicini al rock contemporaneo. Negli accenti in levare trova poi collocazione tutt’altro che casuale un featuring prestigioso. A condividere il microfono con Lollino, segnaliamo la presenza autorevole di Bunna degli Africa Unite che, coerentemente con la sua storia artistica, presta la sua voce e la sua personalità apportando un’ulteriore valorizzazione di canzone e disco.

Il nucleo centrale dell’opera è occupato dalla title track, suddivisa in quattro tracce distinte ma unite sia dal contenuto sia dai motivi strettamente musicali. Qui è dove la transizione stilistica si compie definitivamente. Per “Pianeta B” non è così sbagliato parlare di incursioni nel mondo Prog, un po’ perché si tratta di una composizione di largo respiro, in più movimenti, che oltrepassa le strutture della forma canzone, fino all’inconsueta durata complessiva che supera il quarto d’ora; ma anche per certi riff, come l’intro pinkfloydiano alla “Part 2″, o per le sporadiche sezioni con ritmiche dispari; oppure ancora per l’intermezzo psichedelico della stessa”Part 2” dove la musica lascia il posto a un vociare primigenio tra l’umano e lo scimmiesco evocando scenari apocalittici. In ogni caso, questa virata non cancella le origini cantautoriali della Quadrilla e questo si riscontra soprattutto nel lavoro sul testo. Ridotto consapevolmente a una ridondanza di melodia e concetti, nelle linee del cantato emerge un bell’esercizio di stile dato dalla ripetitività ossessiva della rima in “una” – per la verità a volte è più un’assonanza, ma il concetto è lo stesso – che enfatizza l’idea della singolarità del globo terracqueo rendendo più forte l’esortazione implicita del testo: “non ci sarà un pianeta B”, quindi meglio prendersi cura del pianeta A e preservarlo dall’inesorabile distruzione.

La chiusura dell'”Outro” è demandata al famoso discorso di Greta Thunberg tenuto alla Conferenza Mondiale sul Clima, ripreso in originale e semplicemente accompagnato in sottofondo da un arpeggio di chitarra in modo che ad emergere siano soprattutto le parole della giovane attivista svedese. Ormai la Thunberg è sulla bocca di tutti e questa scelta forse può apparire un po’ scontata, ma in realtà è perfettamente coerente con il messaggio che soggiace al disco, per tanto assolutamente funzionale e artisticamente ben collocata in chiusura, a compendio di quanto sviluppato nelle tracce precedenti.

“Pianeta B” non è un semplice concept a tematica ambientale come ci aspettavamo. Va oltre il puro discorso ecologista, e alla fine parla di pace, di uguaglianza, in modo molto più universale, anche se alla fine tutti questi argomenti sono evidentemente connessi perché accomunati dal fine salvifico. Un disco breve, tra l’EP e l’album a tutti gli effetti. Una mezzoretta di musica, come si faceva un tempo, prima dell’invenzione del CD, quando si concentravano tutte le idee nel tempo necessario per esprimerle, senza allungare il brodo con canzoni riempitive che non aggiungevano nulla. Sul disco è stato fatto un pregevole lavoro di produzione e si sente in ogni secondo dell’ascolto. Un’ultima menzione la facciamo al packaging, con una grafica eccellente nella sua essenzialità, perché raramente, nelle autoproduzioni, si assiste a una cura dei dettagli di questo tipo.

Spero di avervi fatto venire la voglia di ascoltarlo, perché ne vale la pena.

Ones


Aggiornamento dell’articolo 07/06/2019

In occasione dell’uscita del videoclip di “Shackleton”, primo singolo estratto da “Pianeta B”, modifichiamo l’articolo aggiungendo il filmato qui di seguito. Buona visione!


Il 15/11/2019 è uscito il video di “Guerre”, secondo estratto da “Pianeta B”. Gustatevelo fino in fondo!

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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