“G.A.G.A.R.I.N.” e “Video 8”, Narratore Urbano termina “Post”

Con l’uscita di “G.A.G.A.R.I.N.” e “Video 8 (autunno 2003)”, si completa l’ambizioso progetto di “Post“, l’album a capitoli di Narratore Urbano. La conclusione dell’impresa, per la verità, avviene un po’ in sordina. Dopo il lancio pirotecnico di inizio anno, quando si annunciò l’idea sincretica che ne rappresentava l’essenza, nel corso della sua realizzazione “Post” ha subito parziali mutamenti di direzione. Ad esempio, non è stato portato a termine il minifilm che doveva accompagnare le varie uscite periodiche, fermatosi alla terza puntata. E anche il numero dei capitoli è stato ridimensionato a due, dai quattro previsti inizialmente. Eppure, malgrado questa incompiutezza, “Post” si candida almeno per il podio dei migliori lavori pinerolesi degli ultimi dodici mesi.

Di seguito la nostra analisi dei due brani che mettono un punto all’entusiasmante 2021 di Narratore Urbano.


G.A.G.A.R.I.N
narratore urbano gagarin copertina

“G.A.G.A.R.I.N.” è la traccia dell’album che più si arrende alle sonorità contemporanee. Un rap in extrabeat (per la verità un po’ difficoltoso da seguire senza leggerne il testo); un tessuto strumentale al 100% elettronico che lo allontana dall’universo cantautoriale delle altre tracce; e l’immancabile – nella musica di oggi – autotune, applicato con finalità estetiche all’imitazione sintetica dei famigerati cori russi che fanno da refrain. Il trattamento specifico di questi ultimi vuole forse collocarci, senza sradicarci dal nostro universo, al limitare orientale dell’Europa. Là, dove prese vita l’avventura di Jurij Gagarin, innalzato a simbolo del superamento dei limiti umani e metafora oggi della necessità di divellere la gabbia delle convenzioni sociali, all’interno della quale spesso ci sentiamo forzatamente costretti.

In questo contesto l’astronauta sovietico diventa un esempio. Gagarin “ha corso il rischio e per un’ora del tempo da questo posto è fuggito”, rappa il cantautore. Il “posto” è il nostro mondo, la nostra società, verso la cui meschinità Narratore Urbano rinnova il suo disprezzo. Ne vaglia al microscopio le contraddizioni attraverso i suoi versi, infarciti, come sempre, di una moltitudine di citazioni, insieme colte e popular. Il primo uomo nello spazio viene eletto così a icona del desiderio di prendere le distanze, anche solo temporaneamente, dalla Terra e dalla condotta delle esistenze vuote che ne segnano l’orbita, paragonate a fiction con buchi di sceneggiatura. Osservare il pianeta dallo spazio, dietro lo schermo protettivo della navicella, significa anche rinnegare per un attimo l’appartenenza a una società dove proliferano bigottismo, avidità, assenza di ideali e di contenuti.

Video 8 (Autunno 2003)

Il “Video 8” è un formato di videoregistrazione analogico, la cui introduzione risale agli anni Ottanta. Nel 2003, epoca cui si riferisce questa canzone, la sua popolarità stava scemando, a beneficio della nascente tecnologia digitale. Ma nell’immaginario dell’autore c’è probabilmente un riferimento autobiografico reale. Nel caso specifico, il formato a 8mm, con la particolare grana dei suoi fotogrammi, rappresenta l’infanzia, il passato spensierato cui rivolgere lo sguardo in un’intima riflessione sull’ineluttabilità dello scorrere del tempo. Da storico qual è, Narratore Urbano utilizza spesso l’analisi diacronica come metodo prediletto per la comprensione della società contemporanea. Il passato come termine di paragone per lo studio del presente e per la determinazione delle fondamenta su cui costruire il futuro. In “Video 8”, i pensieri sono più personali ma è evidente che l’inesorabile passare degli anni, con il suo accumulo di scorie sui percorsi fisici e mentali individuali, possiede solidi parallelismi con le derive sociali che da sempre sono leitmotiv della sua poetica.

narratore urbano video 8 copertina

Da un punto di vista delle considerazioni soggettive, per Narratore Urbano, il passato rappresenta un momento “in cui ogni tanto ha senso tornare ma nel quale non bisogna perdersi. L’infanzia può essere il momento più bello e pericoloso della nostra vita e Video 8 mi ha aiutato a fare pace con questo periodo, evitandomi in futuro di avere dei rimpianti” (da www.indievision.it, intervista a Narratore Urbano). Ma i “vent’anni che san di crepuscolo”, la mancanza di “idee e […] di un domani da scrivere”, il “lento delirio” di un possibile bilancio esistenziale, sembrano ricollocare l’individuo Narratore Urbano in medias res.

Chi scrive è un inguaribile nostalgico, legato in modo inscindibile al suo passato e agli anni della sua infanzia e adolescenza. Un accumulatore seriale di oggetti e sensazioni, sempre alla ricerca di connessioni indissolubili col suo passato. Ma per Alekos Zonca, la retrospettiva sembra non avere soltanto implicazioni di tipo personale. Nello iato tra l’infanzia inconsapevole di un bambino e il suo presente da adulto, con il suo carico di disillusioni e sogni infranti, c’è anche il desiderio di riflettere su cosa significhi oggi prendersi la responsabilità della vita. È l’occhio di bue sparato direttamente sul presente, che pone nell’oscurità la serenità di un tempo, illuminata soltanto per un brevissimo istante dal corso dei ricordi. Così di quello “spazio autunnale in un video 8 infinito […] resta soltanto un fotogramma dal colore sbiadito”, che lascia il posto a una nuova e pesante consapevolezza.


I due capitoli rimasti inediti saranno probabilmente la base di partenza per le prossime produzioni di Narratore Urbano. Un cambio di direzione dettato da alcune riflessioni scaturite durante le esperienze importanti degli ultimi mesi. Le sei tracce di “Post” pubblicate nel 2021, insieme al precedente “Fine delle trasmissioni”, confluiranno invece nella raccolta “2anni”, in uscita a gennaio. Dopo un biennio di singoli, intervallati da qualche sporadica pubblicazione multipla, sarà così finalmente possibile ascoltare la musica di Narratore Urbano tutta d’un fiato in un unico, compiuto e coerente insieme di canzoni.

Buon ascolto.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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