Eco Mese Story: “Istituto Corelli, più di un Conservatorio”

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Nell’excursus retrospettivo che, da alcuni mesi, stiamo compiendo attraverso le pagine dell’Eco Mese, l’Istituto Corelli occupa un posto essenziale. Si ritorna a parlare di questa importante istituzione culturale con una certa frequenza, denotando l’attenzione mediatica che da sempre viene rivolta a un ente musicale centrale per la vita culturale della città. Ma ciò che salta all’occhio rileggendo le parole di trent’anni fa, oltre al ventaglio formativo già allora molto ampio, è una certa vena polemica di chi scriveva nei confronti di un territorio che possiede delle eccellenze assolute, ma che non le sa sfruttare. Si parlava, infatti, della carenza di spazi dedicati all’esecuzione pubblica, di strutture preposte all’attività concertistica, che avrebbe limitato di fatto l’efficacia di un’organizzazione didattica di alto livello come quella del Corelli.

Tutto sommato, sembra che non sia cambiato molto nel corso dei decenni. Alla fine, c’è sempre il mondo delle istituzioni – e, in questo senso, Pinerolo è solo il paradigma di un problema nazionale molto più ampio – che sembra sordo o non all’altezza di fornire lustro a un sostrato culturale che dall’esterno tutti sembrano invidiarci. Dopo più di trent’anni possiamo comunque affermare che in qualche modo ci si è arrangiati. Chiese, templi, accademie, saloni polivalenti e teatri. Anche se con le capienze gioco forza limitate di questi spazi, la grande musica continua a risuonare nella nostra area, con cartelloni ricchi, variegati e di alta qualità. Ma siamo sicuri che bastino improvvisazione e buona volontà? Meglio, infatti, non andare ad analizzare quanto addirittura si è perso, parlando proprio di spazi e strutture, in tutti questi ultimi trent’anni, perché è un bagno di sangue!

Non si vuole ovviamente puntare il dito contro nessuno. La burocrazia e le faccende economiche non sono sempre colpa dei singoli e, per addossare responsabilità, bisogna conoscere bene i meccanismi della cosa pubblica, magari vivendoli dal di dentro. Più probabilmente ci sarebbe bisogno di una svolta culturale alla radice, che porti a riconsiderare la musica nei suoi valori fondanti. Che la riqualifichi come oggetto intellettuale di serie A. Certo che, in un paese che è stato per anni, se non secoli, la culla mondiale dell’arte di Euterpe, suona quasi ridicolo anche solo doverne discutere!

Parlando del nostro territorio, invece, l’attenzione vuole essere rivolta oggi al lato positivo della questione, ai profili elevati di chi si occupa di musica a Pinerolo e dintorni. A chi lo fa professionalmente e a chi ci si dedica in modo amatoriale. A chi la insegna, a chi la divulga e a chi la esegue. Un mondo che, anche quando rallenta come negli ultimi anni, non smette mai di produrre talenti ed emozioni.

Verso la fine del 1990, L’Eco Mese dedicava un corposo articolo proprio alle riflessioni su passato, presente e futuro del Corelli e del mondo della musica classica pinerolese. Noi ve lo riproponiamo volentieri nella sua versione integrale. L’Istituto, infatti, è certamente uno dei tasselli di cui si parlava sopra, tessera imprescindibile di un mosaico che è soprattutto fucina di grandi artisti e strumento irrinunciabile di preparazione tecnica e di sviluppo della sensibilità per molti musicisti locali. Teniamocelo stretto!

Ones

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Alcuni allievi del Corelli immortalati nel 1990. Riconosciamo Stefano Cordiero (clarinetto), Giovanni Freiria, Elisabetta Chiarolanza e Francesco Mellano (chitarra)
eco mese istituto corelli pinerolo
eco mese istituto corelli pinerolo 1990

Dall’Eco Mese Dicembre 1990 – Per gentile concessione di www.ecodelchisone.it

Articolo di Renato Storero

PIÙ DI UN CONSERVATORIO

Il Civico Istituto Musicale “Corelli” nel vivo della Città di Pinerolo

A Pinerolo, in Viale della Rimembranza, un istituto dalle metodologie moderne – Un solido prestigio sul piano artistico e didattico – Orchestra da camera, rappresentazioni operistiche, coro polifonico, ma dove esprimersi?

“La musica è di tutti, la Musica appartiene a chiunque…!”, è come se un grido, un messaggio uscisse dalle mura della palazzina color ocra, che in un bel parco, lungo un Viale ben noto a Pinerolo, fa mostra di sé non solo per la sua immagine materiale, bensì per il laboratorio che da oltre vent’anni trama al suo interno, e che prende il nome storico dal musicista “Corelli”: l’Istituto Musicale.

Così la pensa il Maestro Toselli (Giovanni Toselli, n.d.r.); qui si estrae e si dà vita e si dà forma all’inconscio musicale che più o meno giace informe nel profondo dell’animo umano. Sono oltre vent’anni che Toselli, pietra su pietra, con valenti collaboratori ha costruito l’edificio artistico, anzi ha elevato l’albergo imponente che si è popolato di robusti rami dalle più diversificate ed interessanti specialità.

Le metodologie, ce lo conferma il suo Direttore, sono estremamente moderne e strettamente frutto di esigenze di sviluppo culturale che oggi la società richiede; una società un po’ stordita dagli eventi giganteschi che l’avvolgono e la superano e che cerca nel suo interiore di scoprire valori ignorati o trascurati.

Quali sono i risultati nell'”officina artistica” nel suo lavoro?

  1. Una presenza nel tessuto vivo nella città ed oltre (fin dove, lo vedremo e come e perché…)
  2. Attività promozionale a favore della scuola
  3. L’occupazione a livello professionale di numerosi allievi diplomati
  4. Un solido prestigio sul piano artistico e didattico

E, dietro tutto questo ventaglio vivo, un acuto spirito di socializzazione, come l’Orchestra da Camera, le rappresentazioni operistiche (che non risulta abbiano riscontri in altri istituti consimili), il Coro Polifonico, l’orchestra per bambini, i Corsi di didattica della Musica per gli insegnanti di scuole elementari, i seminari tematici, conferenze, incontro con Autori come Franco Donatoni.

Alla fin fine, tutto questo si distingue dalla assai burocratica e formale attività dei Conservatori; sentite quanto, tempo fa, dichiarava un sommo Maestro come Goffredo Perassi: “Esistono in Italia oltre sessanta conservatori, per la maggior parte creati a scopo clientelare. È una vergogna! Ne portiamo le conseguenze, poiché il loro livello professionale si è abbassato…!” Con la conseguenza di una saturazione quasi completa dei posti di lavoro e preoccupanti situazioni di disoccupazione permanente.

“Non parliamo delle riforme disattese dopo speranze ed entusiasmi illusori; e, malgrado questa inerzia ufficiale, le sale da concerto sono affollate, anche e persino per la cosiddetta musica ‘difficile'”. A chi il merito di queste tendenze, se non a queste istituzioni, così aperte, così variegate che arrivano al punto di scrutare nel profondo dei singoli per portarne alla luce, le preferenze, i gusti?…

Ma eccoci arrivati alla controdanza, al rovescio gelido ed amaro della vicenda che sta vivendo il “Corelli”. Molti organismi, tante operette, svariati concerti, ma per esprimersi dove? Non certamente in una Pinerolo, priva del tutto di una sia pure solo decente Sala da Concerto! Strana città, la nostra, ambiziosa ed inerte, verbosa ed assente, dove si confondono volentieri i voli utopici con le realtà (strutture) concrete, specie se toccano o soltanto sfiorano la cultura. Un “Corelli” creato a misura di un centro come il nostra, si trova nella mortificante impossibilità di esprimersi, di evidenziare il proprio potenziale artistico, di ricevere gruppi illustri come la “Civica” di Milano (tremila allievi) che sarebbero felici di farsi sentire. Ma dove?

L’ex Chiesa di San Giuseppe, unica visibile prospettiva, langue nell’assenza di candidati all’appalto, mentre ciò che un tempo si poteva risolvere con venti milioni, oggi ne richiede oltre cento. È da una vita che si rimane attoniti di fornte al disinteresse culturale, da parte di “chi spetta”, mentre un plurimiliardario Palazzo del Ghiaccio starebbe per decollare: un vero gelo per chi potrebbe far di più, ma non gli è concesso.

Il “buco nero” si allarga; l’unica danza che incontra successo è una sorta di Tango sinistramente efficace; due passi avanti ed altrettanti indietro, con le consuete contorsioni ammiccanti e preelettorali. Avrete sentito parlare di quel grande Sogno Musicale di mezza estate: il Nuovo Palazzo degli Acaia, nuova sede principesca dell’Istituto Corelli?

La palazzina ocra di Viale della Rimembranza è comunque al suo posto, come un antico maniero che ha aperto le porte a chi vuol salire un po’ più su con musica, strumenti, canto… E non sono certo degli hobby; chiedetelo a Massimiliano Genot, pianista, a Laura Richaud, a Walter Carignano, cantante, a molti altri che, proprio tra quelle mura si sono rivelati a se stessi ed alti altri.

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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