Groovin’ Story: Interferenze 2005

Nel 2005 andava in onda la terza edizione di “Interferenze“, il festival dei gruppi spontanei del Pinerolese. L’evento fu organizzato, come sempre, dalla Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, mentre i live si tennero sul palco dell’area GRA di Frossasco. In occasione della presentazione della compilation, pubblicazione complementare alle serate dal vivo, scrivemmo il nostro consueto articolo recensorio. Un po’ com’era nostra abitudine a quei tempi, affrontammo l’argomento con approccio critico e pungente. Come già avemmo modo di sottolineare in alcuni nostri precedenti interventi, con gli occhi di oggi certi toni ci appaiono eccessivamente sentenziosi. Ma quella era la nostra percezione e oggi la riteniamo comunque un’importante testimonianza del periodo. Di seguito la versione integrale dell’articolo e le immagini del booklet. Chi si riconosce in questa storia?

Buona lettura.



Da www.groovin.it – dicembre 2005

È ormai diventato l’appuntamento fisso dell’autunno discografico pinerolese. La compilation “Interferenze 2005”, abbinata alla manifestazione omonima che da tre anni si tiene in zona nel mese di settembre, è stata presentata lo scorso martedì 2/12 presso il Soundtown di Torino. L’edizione di “Interferenze” di quest’anno è stata forse la più apprezzata dal pubblico, soprattutto per la serata del sabato organizzata da Madaski, quando sul palco dell’area polivalente GRA di Frossasco, location per altro molto azzeccata, si sono alternate alcune tra le migliori proposte dell’underground nazionale, da Francesco C a MGZ. Ma buoni consensi ha riscosso anche il concerto del venerdì: otto gruppi emergenti e un paio di DJ, selezionati a suo tempo da una giuria tecnica, che hanno aperto la due giorni musicale con le loro esibizioni. “Interferenze” infatti vuol essere soprattutto una vetrina per gli artisti locali, uno spazio dove questi possano esprimere la propria creatività, prima in modo estemporaneo con il concerto live, e successivamente con la realizzazione della compilation.

Malgrado queste prime considerazioni positive, va rimarcato anche quest’anno l’atteggiamento snob dei musicisti pinerolesi nei confronti dell’evento, ben esemplificato dalla scarsa partecipazione dei gruppi locali alle selezioni, poi riflesso anche nei contenuti del CD. Tra i partecipanti, infatti, solo quattro (Lunìa, Duffers, Tremé e Assenzio), più i due DJ, hanno legami con il nostro territorio, mentre gli altri provengono da realtà diverse, principalmente quella torinese. È strano che un’area come la nostra, che da sempre vanta la propria creatività e le proprie idee, non riesca a fornire un numero di artisti sufficiente per realizzare in modo autoctono quello che vorrebbe essere il “festival dei gruppi spontanei del Pinerolese”. È evidente che la scarsa partecipazione degli artisti locali a “Interferenze” ha radici più lontane. Non interessa la proposta? O forse semplicemente non piace la formula? Indipendentemente dalla risposta al quesito, c’è un dato di fatto: “Interferenze” è un evento che non riesce ad avvicinarsi alla sua area geografica di riferimento, distanza ulteriormente sottolineata dalla scelta organizzativa di presentare la compilation in un locale di Torino, in una serata non solitamente avvezza ai pienoni. Concordo con la necessità di tentare una “esportazione” del prodotto verso realtà più mobili come quelle della grande città, ma non sarebbe il caso, vista la disaffezione dei diretti interessati, di rilanciare il brand proprio qui, dove nasce e dove dovrebbe manifestare il maggior appeal?

Le soluzioni potrebbero essere molteplici. Qualcuno ha già avanzato qualche proposta interessante, da me ampiamente condivisa. Ad esempio, perché non “premiare” i gruppi prescelti con la possibilità di registrare gratuitamente le due tracce del CD in uno studio discografico all’altezza? Non sarà la panacea di tutti i mali ma potrebbe risolvere alcuni problemi, tra cui quelli legati ad un certo scetticismo che ancora serpeggia nell’ambiente nei confronti della manifestazione. I gruppi risparmierebbero, in termini di denaro ma anche di tempo, avrebbero un prodotto che li valorizzerebbe al meglio e che fungerebbe da strumento promozionale di un certo livello. E se le adesioni dovessero per questo motivo ragionevolmente aumentare, anche l’organizzazione finirebbe per poter vantare il proprio successo. Inoltre si porrebbe fine ad un’altra questione, da sempre caratteristica della compilation di “Interferenze”, ma che andrebbe risolta se davvero si intende fare un salto di qualità: il livello audio di alcune tracce è decisamente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe da un CD. Escludo da un qualunque giudizio di merito i due brani degli Assenzio perché l’ascolto è estremamente difficoltoso: un prodotto buono solo per gli aficionados della bassa fedeltà. Ma anche le due tracce della Tremé, seppur decisamente migliori di quelle degli Assenzio, non rendono giustizia allo ska-jazz di Dario Balmas e soci. Una musica che, pur sfruttando ritmi e sonorità già sentite, denoterebbe una notevole capacità di celare dietro a motivetti di facile presa, arrangiamenti di ottima fattura ben lontani dalla banalità di molta musica di oggi. Senza dimenticare che la band è formata da fini esecutori, alcuni di loro dotati di gusto e tecnica decisamente superiori alla media. Insomma, un buon prodotto. Ma le sue caratteristiche positive finiscono per essere smussate da quella che sembra una registrazione artigianale, utilizzata forse per la ristrettezza dei tempi richiesti dall’imminente uscita della compilation.

Il resto del disco non è malaccio, quanto meno dal punto di vista dell’ascoltabilità che sale decisamente di livello. Si comincia da due buone tracce dei Lunìa, musicalmente impeccabili, con Enrico Moy che dimostra ancora una volta di essere una delle migliori voci del circondario. Solo i testi lasciano qualche perplessità, quasi mai capaci di evocare immagini di una certa efficacia nel loro andamento piuttosto inconcludente. Seguono i torinesi Scat con due brani essenzialmente strumentali, ipnotici, suonati magistralmente tra l’ambient e il noise. Forse eccessivamente prolissi, ma di classe. Poi è il momento dei giovanissimi Duffers con il loro punk, commerciale, leggero, ma suonato molto meglio della media di chi comincia con quel genere. Un po’ acerbi, non brillano certo per originalità, ma da ascoltare se vi piacciono i Green Day prima maniera.

Completano il disco le sonorità dei Gitanes, che rimandano in modo evidente, anche nei contenuti storico-partigiani, ai Modena City Ramblers; il contorto e poco coeso rock dei NoConventionalSound, che fanno però sicuramente onore al loro nome con una musica del tutto particolare e fuori da schemi preconcetti (anche qui qualche dubbio sulla forma dei testi, un tantino scontati nella loro stesura); e qualche nostalgia metal nelle due tiratissime canzoni dei Noisepot che tradiscono un passato da cover band.

Nell’ambito della stessa serata al Soundtown è stato presentato al pubblico il catalogo di un altro importante evento del mondo artistico pinerolese: “Miscelart 2005”. Forse sono di parte, ma aver tolto dal programma la concomitanza di performance artistiche e musica live, ha fatto perdere un po’ di quell’originalità all’evento che tanto era piaciuta nella prima edizione. Questo non toglie che “Miscelart” abbia messo in luce, e in questo senso ha colpito molto più nel segno rispetto a “Interferenze”, il sottobosco creativo pinerolese e la voglia di provare a sondare strade nuove che caratterizza la nostra area. Sull’opuscolo potete trovare la storia, e qualche immagine, dei dieci artisti che nel settembre scorso hanno partecipato alla kermesse. Le opere spaziano dall’arte figurativa tradizionale alla fotografia, dalla scultura al videomaking, fino a tutte le nuove applicazioni legate alla grafica digitale. Per informazioni potete contattare la Comunità Montana Pinerolese Pedemontano, promotrice di entrambe le iniziative, all’indirizzo info@cmpinerolesepedemontano.it.”

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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